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Belluno
15 giugno | 09:30

Ex Agip, Italia Nostra presenta ricorso al Tar contro il supermercato. “Non è una posizione ideologica: vogliamo garantire il rispetto delle norme"

Dopo due anni di mobilitazioni pubbliche, sul caso dell’ex Agip a Baldenich, dove è in progetto la costruzione di un supermercato, interviene ufficialmente Italia Nostra con la presentazione di un ricorso al Tar del Veneto. Soddisfatto il Comitato di quartiere, da sempre attivo contro la scelta di destinare l’area all’ennesimo esercizio commerciale

BELLUNO. “Per noi non rappresenta un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso giudiziario che sarà lungo e complesso. Dal 2024 abbiamo sostenuto la contrarietà alla costruzione del supermercato, convinti che le scelte urbanistiche debbano tutelare l'interesse generale, la qualità della vita dei residenti e il corretto equilibrio del territorio”.

 

Così Luigi Filippo Daniele, capofrazione e presidente del Comitato di quartiere Baldenich24, commenta il ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) presentato da Italia Nostra contro il progetto di riqualificazione dell'area ex Agip di Baldenich e la variante urbanistica che ha trasformato un'area destinata a verde pubblico in commerciale.

 

Il caso va avanti da due anni tra mobilitazioni, assemblee pubbliche, raccolte firme e confronto con i cittadini. Nella zona adiacente lo stadio, dove un tempo sorgeva un distributore, oggi il privato punta a costruire un nuovo supermercato, ma il Comitato si è da sempre dimostrato contrario (qui le motivazioni). Ora a muoversi è Italia Nostra, che da tempo contesta l'intervento approvato dall'amministrazione comunale e che ha dato concretezza all’azione legale approvata in una delle ultime assemblee di quartiere.

 

“L'associazione - afferma Giovanna Ceiner per conto della presidente Gisella Galatà e del Consiglio direttivo di Italia Nostra Belluno - ha ritenuto doveroso intervenire perché le questioni sollevate meritano una verifica da parte della giustizia amministrativa. Al centro dell’azione vi sono la tutela del bene comune, il rispetto della legalità e la corretta pianificazione del territorio. Non si tratta di una posizione ideologica né di una contrapposizione pregiudiziale allo sviluppo, ma della volontà di garantire che le trasformazioni urbanistiche avvengano nel rispetto delle norme e nell'interesse della collettività”.

 

Il procedimento approda quindi al Tar Veneto, che dovrà pronunciarsi sulle contestazioni avanzate dai ricorrenti. “Abbiamo presentato in Consiglio comunale una petizione popolare con circa 800 firme, respinta dall'amministrazione, depositato cinque osservazioni alla variante urbanistica sostenute da oltre 1.400 firme e promosso numerose assemblee pubbliche. In ogni occasione - aggiunge Daniele - abbiamo cercato di rappresentare le preoccupazioni di una parte della comunità locale. Oggi, il nostro grazie va a Italia Nostra per aver creduto nelle ragioni del quartiere e aver svolto il ruolo di garante del bene comune e della legittimità amministrativa. Una piccola realtà civica e di quartiere si trova infatti a confrontarsi con interessi più grandi, ma continueremo a seguire il procedimento con responsabilità nella convinzione che il coinvolgimento dei cittadini e il rispetto delle regole siano fondamentali per il futuro della città”.

 

Italia Nostra – conclude Ceiner – svolge da sempre un ruolo di vigilanza civica sul territorio e considera essenziale che le scelte che incidono sulla qualità della vita dei cittadini siano valutate con la massima attenzione. Il nostro auspicio è che questo percorso contribuisca a fare chiarezza sulla vicenda e riaffermare il principio secondo cui il bene comune e la legittimità amministrativa devono sempre rappresentare il punto di riferimento delle decisioni pubbliche”.

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