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Coronavirus, l'analisi dell'ex rettore Bassi: nelle Rsa da marzo comunicati 188 decessi Covid ma ce ne sono circa 200 in più e 90 senza spiegazione

Se ieri Bordon ha spiegato che oltre ai decessi che erano stati comunicati fino al 22 aprile ce n'erano 108 già schedati come ''simil-Covid'' l'ex numero uno dell'Università di Trento ha calcolato una media dei decessi e ricavato che restano comunque oltre novanta morti in più, in questo lasso di tempo, senza spiegazione. ''La favola che bisogna aspettare fine anno per fare le statistiche non si regge in piedi. Il conto è semplice e ho il sospetto che qualcuno lo abbia già fatto''

Di Luca Pianesi - 26 aprile 2020 - 17:03

TRENTO. ''Ci sono 91 decessi in più senza apparente spiegazione'', ai sta provando da settimane, ormai, l'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi a cercare risposte dai dati che ciclicamente vengono comunicati nelle conferenza stampa della Provincia come risolutivi per comprendere, realmente, le dimensioni del drammatico disastro avvenuto nelle Rsa con il coronavirus. Purtroppo anche se quei dati vengono presentati ogni volta come se fossero quelli decisivi per sapere tutto nella massima trasparenza possibile ''i numeri sulle RSA trentine sono avvolti da una consistente cappa di nebbia'', spiega lo stesso ex rettore.

 

''Ma ogni tanto si apre qualche piccola falla nel muro di riservatezza che circonda la questione''. Era capitato, il 3 aprile, in diretta al direttore per l'integrazione socio-sanitaria Nava che nel mostrare dei grafici aveva anche svelato il fatto che c'erano molti morti ''fuori media'' rispetto agli anni precedenti che non erano stati classificati Covid-19. Se ne era accorto il Dolomiti che ricontattando il direttore aveva avuto dei primi dati analizzabili realmente (perché confrontabili con i decessi degli anni passati) e così avevamo scoperto che a fronte di circa 140 decessi di media degli anni precedenti nel mese di marzo, quest'anno ce n'erano stati 281. Di questi 67 erano stati accertati con coronavirus quindi ne restavano una settantina, sopramedia, che lo stesso Nava ha ammesso poter essere morti anche con il coronavirus ma senza un tampone a certificarlo (QUI ARTICOLO).

 

Dopo alcune comunicazioni anche contrastanti tra di loro prima con Ferro, poi con Bordon ieri lo stesso direttore generale dell'Apss ha dato una serie di numeri più precisi ma ancora non tanto da permettere analisi compiute. ''Ho provato a fare una piccola verifica sulla base degli ultimi numeri che sono stati comunicati ieri - spiega l'ex rettore Bassi -. Si tratta ovviamente di stime grossolane e non sono assolutamente in grado di fornire elementi di valutazione della loro attendibilità statistica, cosa che sarebbe possibile fare solo analizzando i dati in forma dettagliata''. Ma, appunto, si basano sulle cifre comunicate sino ad oggi pubblicamente nonostante Bassi avesse più volte chiesto pochi ma chiari numeri alla Provincia che ''si era impegnata a mandarmi - aggiunge -. Impegno che fino ad oggi è stato completamente disatteso''.

 

I numeri sono questi e avendo avuto, ieri, da Bordon un dato globale sui decessi medi registrati nell'anno in tutte le Rsa (circa 1.500) e in assenza di quello fondamentale dei decessi medi legati al periodo di riferimento (1 marzo-22 aprile in questo caso) l'ex rettore ha estrapolato una media di decessi giornalieri riuscendo a calcolarne una per il lasso di tempo di analisi. ''Per trasparenza, pubblico il semplice calcolo che ho usato - spiega ancora Bassi nel suo blog - in modo che, se ci sono errori, chi di dovere possa segnalarmeli'':

 

Decessi medi registrati in un anno1500
Decessi medi giornalieri pre-Covid 19*4,11
  
Decessi RSA dal 1 marzo al 22 aprile605
Giorni53
Decessi attesi218
Decessi registrati605
  
Eccesso decessi387
Decessi RSA registrati come Covid-19 al 22 aprile188
Altri decessi RSA schedati ISTAT simil Covid-19108
Altri decessi RSA da spiegare91

* assumendo (ipotesi molto grossolana) che la media dei decessi non abbia andamento stagionale
 

E allora ecco l'analisi di quanto ricavato:

- al 22 aprile il Trentino aveva in totale 381 decessi ufficiali per Covid-19. Di questi circa la metà (188) era ufficialmente attribuita a decessi avvenuti nelle RSA. ''In realtà - spiega Bassi - nello stesso periodo di tempo il numero di extra decessi avvenuti nelle RSA era circa il doppio di quelli inseriti nelle statistiche Covid-19'' (387 i decessi ''fuori media'' in più rispetto agli anni precedenti).

 

- ''Dei 199 decessi che mancano all'appello delle statistiche ufficiali Covid-19 un po' più della metà erano stati classificati dai medici delle RSA come forme "simil Covid-19", uso un termine non tecnico e me ne scuso. Sono quei casi che l'Istituto Superiore di Sanità ha considerato nel suo studio recente che classifica il Trentino al top della non invidiabile classifica delle morti per Covid-19 nelle RSA. Se questi casi fossero inclusi nelle statistiche ufficiali dei decessi da Covid-19 avremmo, sempre al 22 aprile, un totale di decessi trentini pari a 489 casi di cui oltre il 60% riguardante gli ospiti delle RSA'' (si parla quindi dei Covid accertati in totale in Trentino, 381, sommati ai 108 casi già classificati dall'Iss nelle Rsa).

 

- All'appello, quindi, mancano comunque 91 decessi in più rispetto alla media degli altri anni, senza apparente spiegazione. ''Derivano dalla scelta di non considerare la stagionalità della mortalità a cui sono stato costretto per mancanza di dati più specifici? - si chiede Bassi -. Sono casi dovuti alla mancata ospedalizzazione di pazienti di RSA che non hanno potuto ricevere le cure necessarie per altre patologie? Oppure sono casi "simil Covid-19" che non appaiono nelle schede ISTAT per una scelta discrezionale dei medici delle RSA? Sono tutte domande a cui bisognerebbe dare una risposta perché riguardano comunque un quarto dei decessi in più registrati nelle RSA''.

 

''Un ultimo commento - conclude Bassi - lo vorrei dedicare al mantra che sentiamo ripetere (per la verità sempre con meno convinzione) secondo cui le morti avvenute nelle RSA sarebbero solo un anticipo di lutti che avremmo comunque registrato a breve, anche in assenza dell'epidemia. Sappiamo che la permanenza media degli ospiti nelle RSA trentine è dell'ordine dei tre anni. All'inizio ci hanno detto che erano morti "con Covid-19" perché si trattava di persone praticamente in fin di vita. Poi ci hanno detto che sarebbero comunque morti entro due mesi. Adesso si sono fatti più prudenti e dicono che sarebbero morti entro fine anno. Siamo passati in pochi giorni da due a otto mesi che, per una persona alla fine della sua esistenza, non è poco. La favola che bisogna aspettare fine anno per fare le statistiche non si regge in piedi. Il conto è semplice è ho il sospetto che qualcuno lo abbia già fatto. Basta vedere come è cambiata tra marzo e aprile 2020 la durata media di permanenza nelle RSA prima del decesso, rispetto agli anni precedenti. I dati per fare la stima con buona affidabilità statistica li abbiamo già. Sempre che vengano resi pubblici, ovviamente''.

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