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Danni alle colture, dopo il maltempo si fa la conta dei danni. A Sud di Trento perso il 50% della produzione. "Compromessi i raccolti degli anni futuri"

Dopo il nubifragio abbattutosi su Trento nella serata di venerdì 28 agosto, a sud della città si procede alla conta dei danni. Oltre 300 gli ettari di meleti devastati, con la produzione annuale dimezzata, 27 quelli di vigne, con zone di pregio compromesse. A infliggere il "colpo di grazia" ci ha pensato la tromba d'aria. "Con gli alberi sradicati danneggiati anche i raccolti degli anni futuri"

Pubblicato il - 31 agosto 2020 - 17:52

TRENTO. Che le precipitazioni cadute negli ultimi giorni sul Trentino non fossero nella norma ce ne si è resi conto immediatamente. Eppure, placata la tempesta, la conta dei danni ha aperto uno squarcio su una situazione in certi casi drammatica. Al nostro giornale, d'altronde, un agricoltore di Romagnano aveva raccontato come fossero bastati 100 secondi per distruggere 4 anni di lavoro.

 

Venerdì sera, le campagne a sud di Trento sono state battute da una vera e propria tempesta. In dieci minuti sono caduti 20 centimetri di grandine, 52 millimetri di pioggia. Una tromba d'aria, improvvisa e imprevista, ha sradicato gli alberi da frutto. “Sono stati colpiti circa 300 ettari di meleti, in molti casi dalla grandine, ma purtroppo spesso anche dallo sradicamento delle piante o dal danneggiamento degli impianti – ha commentato sconfortato il presidente della cooperativa Stf di Romagnano Riccardo Forti – adesso dobbiamo cambiare completamente i nostri progetti industriali e l'organizzazione”.

 

 

“Abbiamo speso 200mila euro per un nuovo software – ha continuato – che non potremo utilizzare. Quello che dispiace di più è che in molti casi non è andato compromesso solo il raccolto di quest'anno, ma anche degli anni futuri”. Abbattuti dalle radici, infatti, molti alberi sono morti. Si stima che nella fascia sud del capoluogo circa il 50% della produzione sia andata persa. Un numero impressionante, che, tuttavia, poteva essere ancora peggiore se nei giorni scorsi non fossero stati raccolti 60mila quintali di gala, ora al sicuro nei magazzini.

 

“Purtroppo l'80% della nostra produzione è qui intorno – ha concluso Forti – se arriva una perturbazione come quella di questi giorni colpisce molto duro”.

 

A essere danneggiati dalla violenta perturbazione, però, non ci sono stati solo i meleti. Anche le vigne, seppur in minor proporzione, sono state colpite duramente. Ad Aldeno, primo Comune a sud di Trento, molte zone pregiate, verso Cimone in località Costa o alle pendici del Bondone, sono state pesantemente danneggiate, cancellando la possibilità di produrre vini speciali.

 

 

“Su 17 ettari di Müller Thurgau ci sono danni importanti – ha commentato abbattuto il presidente della cantina sociale di Aldeno Damiano Dallago – almeno 6 ettari da buttare”. “In più – gli ha fatto eco il direttore Walter Webber – nella piana di Aldeno e Romagnano altri 20 ettari sono compromessi. Sono uve di Müller, Teroldego e base spumante Pinot nero e Chardonnay. Cerchiamo di raccogliere quel che possiamo, fondamentale fare presto perché la possibilità di parziale recupero si gioca in queste ore. L'eccezionalità è anche il periodo, solitamente il maltempo arriva più tardi. Con il nostro tecnico Francesco Nardelli stiamo facendo sopralluoghi per quantificare il danno con precisione”.

 

In una corsa contro il tempo, infatti, si cercherà di salvare l'uva rimasta sulle vigne prima che si rovini irrimediabilmente. Ogni piano per la vendemmia, dunque, non potrà che essere stravolto dagli eventi.

 

Sui luoghi del disastro hanno fatto capolino anche il presidente della Federazione trentina della cooperazione Roberto Simoni, il direttore generale Alessandro Ceschi e il referente per le cooperative agricole della Federazione Michele Girardi. Giunti per rendersi conto della situazione, i dirigenti hanno espresso la solidarietà del mondo cooperativo agli agricoltori che hanno subito le perdite.

 

“Toccare con mano e vedere queste vigne e frutteti distrutti – ha commentato Simoni – è veramente impressionante. I danni sono ingenti, anche se in parte verranno coperti dalle assicurazioni. Ai nostri agricoltori esprimo piena solidarietà, sono sicuro che sapranno tirarsi su le maniche e rimediare in fretta. Anche in questo caso la tenacia dei trentini saprà andare oltre le difficoltà”.

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