Maltempo e danni in agricoltura: ''Ho perso 4 anni di investimenti in 100 secondi. Si annunciava un grande raccolto''
Sono notevoli i danni alle produzioni agricole, in particolare sulla Destra Adige. La prima stima è di circa 300 ettari danneggiati solo tra Ravina, Romagnano, Aldeno e Mattarello, Cimone e Garniga. Alessandro Nicolli (Locanda de l'Arguta): "Ci vogliono fino a 100 mila euro a ettaro per ripristinare un impianto sradicato"

TRENTO. "Ci vogliono quattro anni di lavoro per ripristinare quanto distrutto in circa 100 secondi di vento e grandine", queste le parole di Alessandro Nicolli, titolare dell'azienda agricola La Locanda de l'Arguta e pronto a candidarsi alle prossime elezioni comunali alla circoscrizione di Mattarello per la lista civica "Noi per Mattarello", che aggiunge: "C'era molto ottimismo: il comparto era reduce da due stagioni un po' deludenti ma quest'anno il meteo è stato quasi perfetto. Il prodotto si presentava ottimo nei vari aspetti. Invece personalmente ho perso 1.500 quintali, ma è niente rispetto ad altre 3 aziende che hanno visto gli impianti sradicati".

Sono notevoli i danni alle produzioni agricole, in particolare sulla Destra Adige, prima l'intensa perturbazione nella notte di venerdì 28 agosto, poi è arrivata l'ondata di sabato 29 agosto: interi filari sradicati e abbattuti dalle fortissime raffiche di vento, frutti rovinati da pioggia e grandine. La stima è di circa 300 ettari danneggiati solo tra Ravina, Romagnano, Aldeno e Mattarello, Cimone e Garniga (Qui articolo).
E' ancora presto per la stima dei danni, necessario qualche giorno per verificare la stabilizzazione dei frutti, ma appaiono già ingenti. Un'area sferzata dal vento e colpita duramente da una grandinata intensissima nel pieno del raccolto.

"Non solo mele, kiwi e uva rovinati - aggiunge Nicolli - sono andati persi ettari sotto rete, mentre alcuni impianti sono stati completamente distrutti e rovesciati: si parla di cifre vicine ai 100 mila euro di investimento a ettaro per ripristinare tutto. Le reti anti-grandine hanno funzionato ma non sono riuscite a scaricare le precipitazioni per crollare a terra".

Alcune imprese rischiano di finire in ginocchio. Ci sono le assicurazioni ma è il lungo periodo a preoccupare molte realtà colpite da questa calamità naturale. "I danni sono enormi per la perdita del prodotto - evidenzia il titolare dell'azienda agricola - ma soprattutto per gli impianti devastati. Tutto da rifare, ripristinare e rimettere a dimora. Serve poi tempo per la maturazione e per lo sviluppo della pianta. E' un processo che richiede quattro anni: tutto spazzato via in quasi due minuti di grandine e vento fortissimo".
Una situazione che si unisce alle altre criticità che attanaglia il settore. "E' sempre più complicato reperire manodopera: il comparto è cambiato, oggi servono professionalità e competenze, esperienza e preparazione. Una situazione resa ancora più difficile dall'emergenza Covid-19. A questo si aggiungono i danni di Drosophila e cimice asiatica. Negli anni scorsi il clima ha causato qualche problema, ma questa stagione sembrava davvero ottima, sarebbe stato facile vendere il prodotto. Questo evento cancella tutti i sacrifici", conclude Nicolli.













