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Maltempo e danni in agricoltura: ''Ho perso 4 anni di investimenti in 100 secondi. Si annunciava un grande raccolto''

Sono notevoli i danni alle produzioni agricole, in particolare sulla Destra Adige. La prima stima è di circa 300 ettari danneggiati solo tra Ravina, Romagnano, Aldeno e Mattarello, Cimone e Garniga. Alessandro Nicolli (Locanda de l'Arguta): "Ci vogliono fino a 100 mila euro a ettaro per ripristinare un impianto sradicato"

Di Luca Andreazza - 30 agosto 2020 - 05:01

TRENTO. "Ci vogliono quattro anni di lavoro per ripristinare quanto distrutto in circa 100 secondi di vento e grandine", queste le parole di Alessandro Nicolli, titolare dell'azienda agricola La Locanda de l'Arguta e pronto a candidarsi alle prossime elezioni comunali alla circoscrizione di Mattarello per la lista civica "Noi per Mattarello", che aggiunge: "C'era molto ottimismo: il comparto era reduce da due stagioni un po' deludenti ma quest'anno il meteo è stato quasi perfetto. Il prodotto si presentava ottimo nei vari aspetti. Invece personalmente ho perso 1.500 quintali, ma è niente rispetto ad altre 3 aziende che hanno visto gli impianti sradicati". 

Sono notevoli i danni alle produzioni agricole, in particolare sulla Destra Adige, prima l'intensa perturbazione nella notte di venerdì 28 agosto, poi è arrivata l'ondata di sabato 29 agosto: interi filari sradicati e abbattuti dalle fortissime raffiche di vento, frutti rovinati da pioggia e grandine. La stima è di circa 300 ettari danneggiati solo tra Ravina, RomagnanoAldeno MattarelloCimone Garniga (Qui articolo). 

 

E' ancora presto per la stima dei danni, necessario qualche giorno per verificare la stabilizzazione dei frutti, ma appaiono già ingenti. Un'area sferzata dal vento e colpita duramente da una grandinata intensissima nel pieno del raccolto. 

"Non solo mele, kiwi e uva rovinati - aggiunge Nicolli - sono andati persi ettari sotto rete, mentre alcuni impianti sono stati completamente distrutti e rovesciati: si parla di cifre vicine ai 100 mila euro di investimento a ettaro per ripristinare tutto. Le reti anti-grandine hanno funzionato ma non sono riuscite a scaricare le precipitazioni per crollare a terra".

 

Alcune imprese rischiano di finire in ginocchio. Ci sono le assicurazioni ma è il lungo periodo a preoccupare molte realtà colpite da questa calamità naturale. "I danni sono enormi per la perdita del prodotto - evidenzia il titolare dell'azienda agricola - ma soprattutto per gli impianti devastati. Tutto da rifare, ripristinare e rimettere a dimora. Serve poi tempo per la maturazione e per lo sviluppo della pianta. E' un processo che richiede quattro anni: tutto spazzato via in quasi due minuti di grandine e vento fortissimo".

 

Una situazione che si unisce alle altre criticità che attanaglia il settore. "E' sempre più complicato reperire manodopera: il comparto è cambiato, oggi servono professionalità e competenze, esperienza e preparazione. Una situazione resa ancora più difficile dall'emergenza Covid-19. A questo si aggiungono i danni di Drosophila e cimice asiatica. Negli anni scorsi il clima ha causato qualche problema, ma questa stagione sembrava davvero ottima, sarebbe stato facile vendere il prodotto. Questo evento cancella tutti i sacrifici", conclude Nicolli.

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