Derubano un'anziana fingendosi assistenti sociali, l'Ordine di categoria ai cittadini: ''Diffidate di chi si presenta in casa senza un accordo preciso''

TRENTO. “Occorre diffidare ogni volta che persone, mai viste prima, si presentano in casa senza un accordo preciso, dichiarandosi assistenti sociali” è questo l'invito che arriva dall'Ordine degli assistenti sociali del Trentino Alto Adige a tutela dei cittadini dopo l'episodio nei giorni scorsi che ha visto come vittima un'anziana.
Quest'ultima ha aperto la porta a due donne, madre e figlia, che si sono finte assistenti sociali per derubarla. Fortunatamente sono state poi fermate dalla polizia.
“La fiducia che sta alla base della relazione con la persona impone – viene spiegato - all'assistente sociale di agire sempre con la massima trasparenza. Quindi l'assistente sociale informa sempre la persona sui suoi diritti e doveri, sugli impegni reciproci, su quello che sarà fatto (tra cui eventuali visite a casa) e sulle conseguenze prevedibili degli interventi”.
E anche quando l'intervento dell'assistente sociale si svolge in un contesto di controllo o di tutela disposto dal giudice, ha sempre l'obbligo di informare le persone coinvolte delle proprie responsabilità professionali e delle sue implicazioni.
E’ comunque possibile per ogni persona verificare se chi si presenta è veramente un’assistente sociale rivolgendosi innanzitutto all’ente o all'organizzazione di cui la persona riferisce essere dipendente o consultando direttamente l’albo professionale (accessibile dalla home page del sito) o ancora rivolgendosi alla segreteria dell'Ordine (telefonando al numero 0461 237644 o scrivendo una mail a segreteria@ordineastaa.it) L'Ordine, infatti, è incaricato per legge della tutela degli interessi delle persone e quindi deve controllare e vigilare sull’esercizio corretto della professione di assistente sociale.













