In Trentino allarme truffe per gli anziani, ecco come avvengono i tentativi di raggiro. I Carabinieri: "Massima attenzione, al minimo sospetto chiamare il 112"
Carabinieri ribadiscono ancora una volta di diffidare sempre di coloro che spacciandosi per parenti, appartenenti alle Forze dell’Ordine, o dipendenti di una qualsiasi azienda erogatrice di servizi, avanzano richieste di denaro o, addirittura, di oggetti di valore per far fronte a paventate emergenze o problematiche che vedono coinvolta una persona cara

RIVA DEL GARDA. “Attenzione alle truffe”. E' questo l'appello che è arrivato in questi giorni dai Carabinieri di Riva del Garda in merito alle segnazioni che sono arrivati di alcuni tentativi tentativi di truffa, fortunatamente non andati a buon fine, visto che le potenziali vittime hanno perspicacementecapito il raggiro segnalandolo subito ai Carabinieri.
In tutti le potenziali vittime erano persone anziane. Il copione è sempre il solito: il malcapitato riceve la telefonata del truffatore che si spaccia per un carabiniere riferendo che un suo parente è stato arrestato per aver causato un grave incidente stradale. Subito dopo aver comunicato la ferale notizia, il truffatore prospetta alla vittima una soluzione: pagare subito una fantomatica cauzione all’ incaricato (un complice) che sta per recarsi dinanzi alla porta di casa.
Proprio lo scorso inverno il Comando Provinciale dei Carabinieri di Trento, in sinergia con la Diocesi, ha effettuato numerose conferenze di sensibilizzazione sulla specifica problematica, a favore delle persone anziane.
I Carabinieri ribadiscono ancora una volta di diffidare sempre di coloro che spacciandosi per parenti, appartenenti alle Forze dell’Ordine, o dipendenti di una qualsiasi azienda erogatrice di servizi, avanzano richieste di denaro o, addirittura, di oggetti di valore per far fronte a paventate emergenze o problematiche che vedono coinvolta una persona cara.
Nessuno può richiedere pagamenti in contanti presentandosi direttamente alla porta di casa. In questi casi il consiglio resta sempre lo stesso: chiamate il “112”.













