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Dopo i pugni e i calci e il liquido infiammabile tiratole addosso ora il 35enne dovrà rispondere di tentato omicidio. Segnana: ''Solidarietà alla vittima''

La coppia aveva un passato burrascoso con violenti litigi già avvenuti in altre circostanze e agli atti c'erano già stati degli episodi di maltrattamenti nei confronti della donna. L'assessora: ''Grazie ad un protocollo di collaborazione tra Procura della Repubblica e Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha preso in carico immediatamente la signora, anche, sotto il profilo del sostegno psicologico''

Di L.P. - 30 maggio 2020 - 20:13

MEZZOLOMBARDO. Dovrà rispondere di tentato omicidio con l'aggravante di maltrattamenti in famiglia oltre ad atti persecutori in un rapporto affettivo. Il 35enne di origini brasiliane che ieri ha aggredito tra calci e pugni la compagna di 47 anni a Mezzolombardo e le ha anche lanciato addosso del liquido infiammabile, ora dovrà rispondere di quanto accaduto. Arrestato già ieri subito dopo i fatti dalle forze dell'ordine giunte in forza, tra carabinieri e polizia locale, in via Bertagnolli l'uomo al momento si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

Ma a parlare è stata la donna che, ancora in stato di shock, si è salvata davvero per un pochissimo riuscendo ad affacciarsi al balcone e a gridare aiuto. I fatti ve li abbiamo raccontati ieri. La coppia aveva un passato burrascoso con violenti litigi già avvenuti in altre circostanze e agli atti c'erano già stati degli episodi di maltrattamenti nei confronti della donna. Ieri, però, la situazione è degenerata ulteriormente e la donna ha davvero rischiato la vita. 

 

Lui ha cominciato a picchiarla procurandole ferite e lesioni e l'ha anche minacciata versandole addosso del liquido infiammabile sulle ferite contenuto in una bottiglietta (probabilmente benzina). Non avrebbe, però, trovato l'accendino e lei è riuscita a divincolarsi, ad uscire sul balconcino e a gridare aiuto. Fortunatamente le sue grida sono state sentite e sul posto in pochissimo tempo si sono portati i carabinieri e la polizia locale che in passato, come detto, erano già dovuti intervenire presso l'abitazione per sedare litigi violenti.

La donna è stata ricoverata in ospedale e anche l'uomo ha dovuto ricevere delle cure rimasto a sua volta ferito durante la violenza. Sul caso è intervenuta anche l'assessora provinciale Stefania Segnana: ''Un altro triste episodio di violenza qui in Trentino ai danni di una donna a cui desidero manifestare la mia solidarietà. Un fatto di cronaca molto grave in quanto sembra che la brutalità dell’aggressione, ancora al vaglio degli inquirenti, avrebbe potuto avere conseguenze peggiori, violenze “domestiche” a cui non possiamo e non vogliamo abituarci. Per questo è importante lavorare ancora sul fronte culturale e dare continuità ai servizi pubblici esistenti''.

 

''E proprio - ha aggiunto Segnana - sotto questo aspetto rivolgo il mio ringraziamento a chi, grazie ad un protocollo di collaborazione tra Procura della Repubblica e Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha preso in carico immediatamente la signora, anche, sotto il profilo del sostegno psicologico. Quello della violenza all’interno delle mura domestiche è un fenomeno che ci preoccupa e che abbiamo voluto tenere monitorato anche durante la fase del lockdown per il Coronavirus. Su questo abbiamo avviato una specifica campagna di informazione. Oggi vogliamo ribadire che la comunità e le relazioni di vicinato possono fare molto per evitare che questi fatti tragici si ripetano ma vogliamo anche ricordare che in Trentino i servizi e gli sportelli ci sono, ci sono i numeri da chiamare per chiedere sostegno e soccorso. Sarà la giustizia a attribuire le responsabilità, intanto desidero stigmatizzare quanto è avvenuto e confermare il nostro impegno e quello degli uffici provinciali per prevenire i fenomeni di violenza domestica e per tutelarne le vittime”. 

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