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Fermato per un controllo si dà alla fuga perché senza patente da oltre vent'anni. Denunciato un motociclista

Il fatto è accaduto in Val di Ledro, dopo che tre motociclisti venivano fermati per un controllo lungo la gardesana occidentale, al confine tra Lombardia e Trentino. Uno di loro, infatti, decideva di darsi alla fuga perché sprovvisto di patente da almeno vent'anni. L'uomo, un 53enne, è stato bloccato mentre cercava per un'altra strada di tornare verso casa e sanzionato per violazione delle norme di contenimento del virus, fuga e guida senza patente

Pubblicato il - 25 maggio 2020 - 12:08

LEDRO. Pomeriggio movimentato, quello di domenica 24 maggio 2020, per la polizia locale di Alto Garda e Ledro. Gli agenti, infatti, impegnati nei controlli per il contenimento del virus sulla strada gardesana, nel fermare tre motociclisti provenienti da Limone si vedevano costretti a dar vita ad un inseguimento, conclusosi solo in Val di Ledro, dove la pattuglia locale individuava e bloccava il “fuggitivo”.

 

Giunto assieme ad altri due centauri al confine fra Lombardia e Trentino, all'uomo, poi risultato essere un 53enne di Brescia, veniva intimato l'alt per le verifiche del caso, essendo ancora vigente il divieto di muoversi tra regione se non per esigenze lavorative, salute o estrema necessità. Mentre i compagni decidevano di accostare, il soggetto, di contro, accelerava, allontanandosi e venendo inseguito.

 

Gli agenti, tuttavia, riuscivano a leggere il numero di targa, diramando immediatamente l'allarme. Identificato il proprietario e presumendo che si trattasse dello stesso “fuggitivo”, gli operatori della polizia locale, immaginando che potesse prendere la strada del ritorno verso Brescia, lo intercettavano in Val di Ledro, riuscendo a bloccarlo, infine, dopo un breve inseguimento.

 

A motivo della fuga, il 53enne adduceva la giustificazione di essere senza patente da oltre vent'anni. Tolta a causa di un incidente stradale, questa, infatti, non era più stata rifatta. Nonostante ciò, si era comprato una moto di grossa cilindrata, con cui aveva già percorso 3000 chilometri. A quel punto, veniva automaticamente sanzionato per la violazione della normativa Covid-19 (il giro del lago non è infatti considerato uno motivo valido per potersi muovere tra regioni), per guida con patente ritirata e per la fuga. Il motociclo veniva invece sottoposto a fermo.

 

Anche i conducenti delle altre due moto, fermati dalla prima pattuglia, venivano sanzionati per la violazione della normativa Covid. Rispondendo agli operatori, in un primo momento negavano di conoscere il motociclista in fuga. Dalle verifiche, invece, risultava che fossero un amico ed il figlio del “fuggitivo”.

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