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Gli imprenditori si ribellano alle chiusure domenicali: una maxi-richiesta di risarcimento incombe sulle casse provinciali

Contro la legge sulle chiusure domenicali c’è un nuovo ricorso al Tar presentato dal Consorzio Cavalli di Civezzano. Se le osservazioni degli imprenditori dovessero essere accolte la casse provinciali rischiano di essere travolte da uno tsunami di cause: “Il danno sarà calcolato in base al periodo durante il quale ha avuto effetto la delibera”

Di Tiziano Grottolo - 02 settembre 2020 - 12:13

TRENTO. Si riaccende il dibattito sulla legge che prevede, solo per alcuni comuni, la chiusura dei negozi la domenica. Anzi, forse la polemica non è mai tramontata visto che fra ricorsi e impugnazioni il provvedimento varato dalla giunta Fugatti è entrato più volte nell’occhio del ciclone.  Le chiusure domenicali, arrivate proprio mentre gli imprenditori tentavano di ripartire dopo lo stop forzato imposto dal lockdown, sono finite pure nel mirino del Governo che ha impugnato la legge di fronte alla Corte costituzionale (QUI articolo). Inoltre, alcuni imprenditori trentini si sono mossi per vie legali, presentando ricorso al Tar. È il caso dello Shop center a Pergine-Valsugana (QUI articolo), ma anche del Consorzio Cavalli e di Habitat Arredamenti di Cavalli Virginio srl a Civezzano.

 

Tutti i procedimenti sono seguiti dall’avvocato Flavio Maria Bonazza di Trento: “Il ricorso è piuttosto complesso ma in primo luogo chiediamo la sospensione della delibera di Giunta che ha individuato i Comuni a maggior afflusso turistico perché siamo convinti sia foriera di una disparità di trattamento e per quanto riguarda la libera concorrenza”. In sostanza le questioni sollevate riguardano le competenze: con la Giunta che si è arrogata il diritto di legiferare su competenze statali. Non solo, la norma trentina entra in contrasto anche con la direttiva comunitaria Bolkestein che regola la concorrenza fra i vari operatori all’interno dell’Ue.

 

Bonazza, una volta accertata l’eventuale illegittimità della norma trentina, non esclude nemmeno che i suoi assisti possano presentare il conto alla Pat, per il danno economico subito con la chiusura. “In seconda battuta – spiega l’avvocato – qualora il ricorso in sede locale o nazionale dovesse essere accolto si dovrà calcolare il danno in base al periodo durante il quale ha avuto effetto la delibera”. In altre parole più rimarrà in vigore, maggiore sarà il danno e di conseguenza l’eventuale risarcimento che la Pat dova corrispondere agli imprenditori.

 

Nel frattempo anche il candidato sindaco che guida la coalizione leghista, Andrea Merler, ha chiesto di cambiare la legge. “Ci sono due aspetti da tenere in considerazione – ha detto Merler – quello economico e quello sociale, la mia proposta è quella di aprire a domeniche alterne, una sì e una no”. Secondo il candidato ci vuole una soluzione equilibrata: “Per l’economia e aiutare i negozi bisogna avere sicurezza e portare qui investitori e imprenditori tagliando la burocrazia”. In attesa dell’udienza cautelare al Tar, prevista per il 10 settembre, si complica la posizione della Giunta che comunque ha fatto sapere di non voler fare passi indietro.

 

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