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Merler chiede di cambiare la legge sulle chiusure dei negozi: “Apriamo a domeniche alterne”

Il candidato sindaco sostenuto dalla Lega a Trento chiede di rivedere l’impianto della legge sulle chiusure domenicali: “Apriamo a domeniche alterne, una sì e una no”. La replica di Fugatti: “Siamo aperti a qualsiasi discussione, ma l’impianto base della legge non può essere modificato”

Di Tiziano Grottolo - 01 settembre 2020 - 21:11

TRENTO. “Per Fratelli d’Italia, che si è configurato come partito 'produttivista', il sostegno a chi vuole lavorare, crescere, alzare la saracinesca e avere un reddito meritato è la priorità”. Così Giorgia Meloni, arrivata nel capoluogo per tirare la volata del candidato sindaco Andrea Merler.

 

Noi – prosegue la leader di Fratelli d’Italia – vogliamo che le imprese possano lavorare, vogliamo che la burocrazia sia al servizio delle imprese e che non siano le imprese ad essere al servizio della burocrazia. Vogliamo che le istituzioni siano al servizio dei cittadini, e non i cittadini ad essere sudditi delle istituzioni. A livello nazionale abbiamo fatto battaglia nazionale a 360 gradi proprio a sostegno delle imprese”. Dichiarazioni che però stridono con quanto messo in pratica dalla giunta Fugatti, che in Trentino ha introdotto le ormai famigerate “chiusure domenicali”.

 

Una legge che sta dando non pochi grattacapi alla Provincia visto e considerato che è già stata impugnata dal Consiglio dei ministri (QUI articolo), mentre lo Shop center Valsugana (Pergine-Valsugana è fra i comuni che devono tenere chiuso) ha deciso di fare ricorso al Tar (QUI articolo).

 

Ora però, anche Merler chiede di rivedere la legge provinciale. “Ci sono due aspetti da tenere in considerazione – spiega – quello economico e quello sociale, la mia proposta è quella di aprire a domeniche alterne, una sì e una no. Non possiamo dimenticarci che oltre a una questione economica c’è anche una questione sociale – ribadisce – delle mamme e dei papà che la domenica vogliono stare assieme e farsi una gita”. Per Merler ci vuole una soluzione equilibrata: Per l’economia e aiutare i negozi bisogna avere sicurezza e portare qui investitori e imprenditori tagliando la burocrazia”.

 

Una presa di posizione, quella del candidato sindaco, che forse è arrivata in maniera un po’ inaspettata. Il presidente della Pat Maurizio Fugatti dal canto suo si è mostrato cautamente possibilista: “Mi pare che i giorni di apertura previsti con le deroghe siano già importanti. Dopodiché noi siamo aperti a qualsiasi tipo di discussione. Il tema è che l’impianto base della legge non può essere modificato perché crediamo che abbia un valore sociale e di questo occorre tener conto”.

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