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LE FOTO. M49 si è creato una via di fuga dopo aver divelto la recinzione e piegato le sbarre

Il personale di guardia si è accorto che il segnale del radicollare partiva da fuori il Casteller. Sono state immediatamente disposte le procedure per ricostruire i movimenti dell’animale e per localizzarlo. Il plantigrado risulta fermo in un’area della Marzola, i forestali sono in azione per monitorare e presidiare la zona

Di Luca Andreazza - 27 luglio 2020 - 11:46

TRENTO. E' successo di nuovo, M49 è scappato dal Casteller per la seconda volta. Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha interrotto la discussione sull'assestamento di bilancio per informare i consiglieri della nuova fuga di Papillon (Qui articolo).

 

E' scappato dal recinto protetto del Centro del Casteller dove si trovava dalle prime ore del 29 aprile scorso, dopo la cattura in ottemperanza a specifica ordinanza emessa a seguito delle ripetute incursioni dell’animale in baite e altri manufatti.

L'orso nel corso della notte tra domenica 26 e lunedì 27 luglio è riuscito a superare la barriera elettrica e, raggiunta l’ultima recinzione, ha divelto la rete elettrosaldata piegando l’inferriata dello spessore di 12 millimetri fino a ricavare un’apertura sufficiente per scivolare all’esterno.

Nonostante tutto sia avvenuto fuori dal campo coperto dalle telecamere, il personale di guardia del recinto si è accorto che il segnale del radiocollare partiva dall'esterno della struttura. Sono state immediatamente disposte le procedure per ricostruire i movimenti dell’animale e per localizzarlo. Al momento risulta fermo in un’area della Marzola, i forestali sono già in azione per monitorare e presidiare la zona.

La prima fuga era avvenuta il 15 luglio dell'anno scorso. La Giunta leghista era pronta a festeggiare la cattura dell'orso più ricercato del Trentino (era stato record-bear di predazioni ma non ha mai minacciato l'uomo). Poi, nel giro di poche ore, l'incredibile: M49 era riuscito a scavalcare le recinzioni elettrificate per scappare tra i boschi della Marzola. 

 

Da quel momento un anno di inseguimenti, con Papillon che era riuscito a toccare tutti i territori circostanti (tutta la parte est del Trentino e poi Alto Adige e anche Veneto). Tutto per poter tornare a ''casa sua'' nella zona della Rendena, Giudicarie e Chiese. Poi il 28 aprile era stato ripreso. Il Casteller era stato potenziato e l'animale sterilizzato. La partita di M49 sembrava conclusa, ma oggi i piani sono cambiati, compreso la nuova via di fuga.

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