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Ha superato tre recinti tra i 7 e i 9 mila volt e la barriera di 4 metri. M49 non è stato sedato e ora si dice ''vedete è pericoloso''

L'orso è stato catturato, portato via dal suo ambiente, tenuto nella trappola tubo, caricato sul furgone e trasportato da sveglio e pienamente in forze da Porte di Rendena a Trento. L'animale si così caricato di adrenalina ed è riuscito a superare le terribili scosse elettriche che lo devono aver colpito. Non è un super orso, è stato portato al limite e ha vinto l'istinto di sopravvivenza

Di Luca Pianesi - 15 luglio 2019 - 13:20

TRENTO. E ora l'ordine è ''abbatterlo a vista''. Il pasticcio è stato fatto tutto dall'uomo, da un'amministrazione che nonostante i veti e le esplicite richieste ministeriali ha deciso di ''assumersi la responsabilità'', come ha detto Fugatti, esponendosi a questa figuraccia internazionale che non ha precedenti.

 

Si è riusciti in un colpo solo a massacrare un animale protetto ad ogni livello facendogli soffrire le pene dell'inferno (perché l'orso per riuscire a superare tre recinzioni elettrificate da sette fili ciascuna tra i 7 e i 9 mila volt con la pioggia che aumentava anche l'effetto delle scariche doveva essere carico di adrenalina, e dopo capiremo perché), a portarlo alle porte della città, nei boschi sopra Mattarello compresi tra Villazzano e Vattaro, a perderne le tracce togliendogli il radiocollare, e a condannarlo a morte

 

 

Già perché ora l'ordine è quello di abbattimento. L'orso, che non aveva mai aggredito l'uomo e si era reso protagonista solo di danni risarcibili con poche decine di migliaia di euro, è riuscito a fuggire dal Casteller e ora è inseguito da tre squadre di forestali che con i cani stanno cercando di ritrovarne le tracce, oltre alle forze dell'ordine. Della questione è stato informato il commissario di governo e in queste ore abbiamo potuto visionare quella che sarebbe dovuta essere la sua ''prigione''. Una ''prigione'' dalla quale nessuno era mai fuggito perché lo si riteneva impossibile viste le file di recinzioni elettrificate e la quarta barriera alta almeno quattro metri.

 

Eppure M49 ce l'ha fatta, sotto la pioggia, con il manto bagnato. Ma come è possibile? Nel caso dei recinti elettrificati ''standard'' proprio la pioggia può essere uno dei fattori che va a diminuirne l'efficacia per questo tra le regole da seguire c'è quella di tagliare spesso l'erba al di sotto della recinzione, soprattutto in caso di pioggia o umidità, perché altrimenti gran parte dell'energia verrà scaricata a terra tramite l'erba a contatto con il recinto. Ma non è questo il caso perché i recinti del Casteller scorrono su del cemento e quindi la pioggia ha solo amplificato l'effetto ''scossa'' sull'orso.

 

 

Il tutto in un quadro drammatico per l'animale perché con il passare delle ore sembra sempre più chiaro quel che sarebbe accaduto. M49 è stato catturato a Porte di Rendena con la trappolatubo ma è stato deciso esplicitamente di non usare il sedativo. ''L'animale era in salute e la valutazione è stata di non fargli l'anestesia'', ha spiegato Fugatti in conferenza stampa. Lo si è quindi sottoposto a uno stressantissimo viaggio dentro la trappolatubo trasportato da Porte di Rendena a Trento, tra curve, salite e discese. Un ''animale in salute'' di soli tre anni costretto, d'improvviso, in pochi metri quadri ad un viaggio su un furgone, completamente sveglio, lucido e spaventato. Il plantigrado dev'essersi caricato talmente tanto di adrenalina da riuscire, una volta arrivato al Casteller e aperta la trappolatubo, a scagliarsi contro i recinti elettrificati e superarli. 

 

Non sarebbe, quindi, M49 un orso dai super poteri, ma sarebbe piuttosto stata disastrosa la gestione della cattura (culminata nella decisione immediata di togliergli il radiocollare, che può essere sganciato schiacciando un pulsante, nemmeno fossero delle manette da togliere all'arrestato una volta in carcere). L'animale, ancora una volta, ha fatto l'animale facendo vincere l'istinto di sopravvivenza su tutto. E ora che il pasticcio è completo e il plantigrado è stato strappato al suo ambiente, maltrattato tra trappole e scosse elettriche, lo si è perso di vista e lo si è calato in un contesto semi-cittadino, si dice ''vedete è pericoloso'' e si decide per l'abbattimento.   

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