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M49-Papillon si è svegliato: i cani nella notte segnalano la sua presenza e le impronte e l'arnia ribaltata danno la conferma

L'orso più ''ricercato'' d'Italia (entrato e uscito dalle trappole tubo della Provincia diverse volte negli scorsi mesi ma nonostante questo rimasto in libertà) si è svegliato dal letargo

Di L.P. - 02 marzo 2020 - 13:51

CASTELLO DI FIEMME. M49 si è svegliato e questa notte è tornato a farsi ''notare'' nella zona di Castello di Fiemme. Ha distrutto delle arnie per recuperare sostanze nutritive fondamentali per recuperare energie dopo il periodo di letargo ed è stato sentito anche da un allevatore della zona, in località Arodol.

 

I cani, nella notte, hanno abbaiato con grande foga e per tempo prolungato e questa mattina, uscendo all'aperto, ha trovato file di impronte sulla neve. Insomma l'orso più ricercato d'Italia, ribattezzato Papillon dal ministro all'ambiente Costa e diventato per tutti un simbolo di libertà, si è svegliato e si sta muovendo nelle zone sempre del Lagorai dove, come ci spiega l'appassionato ed esperto dei branchi della Val di Fiemme Paolo Scarian, ora si muove anche un branco di lupi (i campioni di feci trovati in queste settimane hanno dato corrispondenza).

 

 

Ora bisognerà capire quali saranno le prossime mosse della Provincia. Aiuterà gli allevatori della zona a convivere con l'orso che è arrivato in quella parte di Trentino solo perché la Pat è riuscita a farselo scappare dopo averlo portato nel recinto del Casteller, facendolo, quindi accedere alla parte a est dell'Adige, della provincia, oppure tenterà nuovamente di prenderlo. Sempre tenendo ben a mente che M49 già negli scorsi mesi era entrato e uscito dalla trappola tubo svariate volte come confermato dalla stessa amministrazione a seguito di precise interrogazioni portate in aula. M49 è libero da luglio e in questi mesi non ha provocato i danni devastanti che qualcuno temeva, anzi.

 

 

Quel che è certo è che adesso ha bisogno di nutrirsi per recuperare la condizione. A febbraio ''gran parte degli orsi - si legge sul sito della Pat per descrivere il ciclo biologico degli orsi - continuano il loro “letargo”, che, in ambiente alpino, spesso non è continuo; gli orsi nelle ore più calde del giorno possono uscire dalla tana e rimanere nelle sue vicinanze. I nuovi nati continuano a crescere accuditi dalla madre''. Il febbraio tra i più caldi di sempre registrato negli scorsi giorni, però, ha chiaramente accelerato il risveglio del ''nostro'' che pare fosse in letargo nella zona di Cima d'Asta.

 

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