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Maxi operazione contro il traffico di droga in regione: sgominata una banda armata a capo della spaccio in Alto Adige

La guardia di finanza di Trento ha sgominato un'associazione a delinquere armata dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Il sodalizio criminale, radicato tra Italia, Albania, Germania e Svizzera controllava il mercato dello spaccio nella provincia di Bolzano

Pubblicato il - 05 marzo 2020 - 11:10

TRENTO. Grande colpo della guardia di finanza di Trento, impegnata alacremente nella battaglia e nella prevenzione dello spaccio di stupefacenti. L'operazione denominata “Besa” ha portato all'arresto di 37 persone, in Italia e all'estero, mentre sono 43 i soggetti indagati per narcotraffico. Sgominata dunque la banda dedita al crimine, ramificata tra la penisola, l'Albania, la Germania e la Svizzera.

 

Nell'operazione sono stati sequestrati oltre 25 chilogrammi tra cocaina, marijuana, hashish, per un valore complessivo di più di un milione di euro.

 

 

Besa 2018 è frutto di un lavoro di indagine piuttosto lungo, avviato ancora nel marzo di due anni fa. Ma è solo nelle prime luci dell'alba di mercoledì 4 marzo che un centinaio di militari e unità cinofile antidroga delle Fiamme gialle trentine sono entrate in gioco, effettuando gli arresti e le perquisizioni nei confronti dell'agguerrita associazione per delinquere, prevalentemente composta da soggetti di origine albanese, ramificata anche in Veneto e “padrona” del mercato dello spaccio nella provincia bolzanina.

 

 

 

25 le misure di custodia cautelare emesse dal Gip di Trento, 22 delle quali nel territorio nazionale (tra Trentino-Alto Adige, Veneto e Puglia), mentre le altre 3 all'estero grazie all'attivazione del Mandato d'arresto europeo e del Mandato di cattura internazionale in Albania, Ungheria e Turchia. Catture che si vanno ad aggiungere ai 12 arresti in flagranza di reato già effettuati nel corso delle indagini.

 

Le investigazioni, come detto, sono cominciate ancora nel marzo 2018, quando il monitoraggio dei movimenti di alcuni pregiudicati albanesi presso le principali piazze di spaccio della provincia di Bolzano, dirette dal sostituto procuratore Davide Ognibene della Direzione Antimafia della Procura di Trento e condotte dalle unità speciali antidroga del Gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata, ha portato al riscontro di una ampia rete dedita alla vendita di stupefacenti.

 

Per l'esito vittorioso è stato necessario anche l'apporto del reparto operativo-nucleo investigativo dei carabinieri di Bolzano, co-delegato ad eseguire i riscontri operativi nel comprensorio del Burgraviato. L'attività dei finanzieri trentini, d'altra parte, è stata fondamentale per coordinare l'operazione, il cui oggetto, la vasta rete di narcotraffico, si estendeva al di là dei confini nazionali, coinvolgendo Albania, Germania e Svizzera.

 

Le complesse indagini di polizia giudiziaria, svolte anche con l'ausilio di attività tecniche, di prolungati servizi di osservazione e pedinamento, nonché di numerose azioni di riscontro sul territorio, hanno così permesso di scoprire e disarticolare un’agguerrita associazione per delinquere, aggravata per essere composta da più di dieci sodali e per avere a disposizione armi da fuoco, composta prevalentemente da soggetti di origine albanese (da qui il nome dell’operazione “BESA”, termine albanese che indica il “patto d’onore” che lega i vari membri dei tre gruppi in cui si snoda l’associazione) dedita all’importazione ed alla successiva distribuzione, in particolare nel territorio altoatesino, di ingenti partite di stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana.

 

Nel corso dei due anni di indagine, 12 persone (8 albanesi, 2 tunisini, 1 egiziano e 1 svizzero) sono state arrestate in flagranza di reato ed altre 6 (4 italiani residenti tra Bolzano e Merano e 2 albanesi) denunciate a piede libero a seguito di mirati riscontri operativi nei comuni di Bolzano, Merano, Bressanone, Lana, Appiano e Parcines, con il contestuale sequestro di circa 20 mila euro in contanti, di oltre 25 kg tra cocaina, marijuana e hashish del valore di oltre 550mila euro e l’accertamento dell’avvenuta immissione in consumo nel solo “mercato” altoatesino di ulteriori 10 chilogrammi circa di cocaina e hashish, per un controvalore di circa 500mila euro.

 

 

In esecuzione delle misure di custodia cautelare, sono stati inoltre catturati 2 cittadini italiani dimoranti nei comuni di Massafra e Palagiano, nella provincia di Taranto, ma che all'epoca risiedevano entrambi a Bressanone, da cui si occupavano del rifornimento del locale mercato di spaccio per conto dell'associazione, 16 cittadini albanesi, 1 kossovaro, 1 tunisino e 1 macedone residenti invece nei comuni di Bolzano, Merano, Lana, Marlengo, oltre, infine, ad un altro albanese residente nel comune di Montecchio Maggiore (VI).

 

 

Sulla base della procedura del Mandato d’Arresto Europeo e grazie agli accordi internazionali in materia di estradizione, sono stati contemporaneamente arrestati 3 appartenenti al sodalizio che si trovavano in territorio albanese, attraverso la cooperazione internazionale fornita agli investigatori trentini dalla Shtetit Shqiptar, la polizia nazionale albanese.

 

Il bilancio complessivo dell’operazione “BESA” ha portato all’individuazione e alla denuncia di 43 narcotrafficanti, 37 dei quali tratti in arresto, nonché al sequestro di oltre 25 kg di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marijuana e hashish, nonché di circa 20mila euro in contanti. Lo stupefacente sequestrato, una volta venduto al dettaglio, avrebbe garantito ai narcotrafficanti introiti per oltre mezzo milione di euro.

 

L’operazione, che ha inflitto un duro colpo ai canali di rifornimento dello stupefacente del Trentino-Alto Adige, conferma, ancora una volta, il ruolo primario della guardia di finanza quale polizia economico-finanziaria proiettata al contrasto internazionale dei più gravi fenomeni criminosi al fine di garantire la tutela della salute pubblica e la sicurezza del Paese.

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