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Scacco al clan del centro storico di Salerno: 38 arresti per spaccio, droga e armi, anche in provincia di Trento

Si è conclusa in mattinata con 16 arresti e 22 ai domiciliari, l'operazione "Prestigio", con cui i carabinieri dei comandi provinciali di Salerno, Cosenza e Trento hanno sgominato il clan di Ciro Persico, padrone ormai incontrastato dello spaccio nel salernitano

Pubblicato il - 09 giugno 2020 - 13:31

TRENTO. Si è conclusa con 16 arresti e 22 persone ai domiciliari, l'operazione che nelle prime della mattina di martedì 9 giugno 2020 ha visto impegnati i carabinieri dei comandi provinciali di Trento, Salerno e Cosenza, dopo che in 38 erano finiti sotto la lente della Procura di Salerno per reati connessi al traffico di stupefacenti.

 

Con l'aiuto del settimo nucleo elicotteri di Pontecagnano, in provincia di Salerno, e del nucleo cinofili di Sarno, i militari hanno pertanto eseguito un'ordinanza di custodia cautelari nei confronti di quasi quaranta persone, dopo che il Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della direzione distrettuale antimafia, aveva dato il via alle indagini. Il reato contestato, come detto, è connesso al traffico di stupefacenti e alla creazione di un'associazione finalizzata al commercio illecito di droga. Tra gli altri reati contestati vi sono quello di detenzione e spaccio, di detenzione e porto abusivo di armi da guerra, di lesioni, danneggiamento seguito da incendio e di estorsione.

 

I provvedimenti di un'operazione denominata “Prestigio” scaturiscono da una complessa e articolata attività di indagine avviata dalla compagnia di Salerno nel 2017 attraverso metodi tradizionali e con il supporto di attività tecniche e mirati servizi d'appostamento, controllo e pedinamento. Questa attività ha permesso di ricostruire in particolare l'esistenza di un'associazione a delinquere, che poteva contare su un'ampia disponibilità di stupefacenti come cocaina, hashish, eroina, e così via, gravitante attorno alla figura di Ciro Persico.

 

Questi, originariamente legato al clan d'Agostino con un ruolo di rilievo, non a caso è definito il “boss del centro storico” di Salerno, viste le funzioni svolte, specie dopo alcuni arresti di figure di spicco, di punto di riferimento delle attività illecite. Lo stesso padre di Persico, Vincenzo, alias “Coca-Cola”, era stato ucciso a Montecorvino Rovella nel 2014, sempre per questioni legate a contrasti sul controllo dello spaccio.

 

Il nome dell'operazione si riferisce proprio allo stesso boss, che nel corso di un'intercettazione, asseriva con uno dei suoi sodali, che il suo principale scopo non fosse tanto l'affermazione economica quanto il prestigio ed il riconoscimento come capo indiscusso dell'organizzazione. Persico è risultato il dominus della distribuzione di grossi quantitativi di stupefacenti, non solo nella città campana, ma anche nella provincia, intessendo rapporti con altri clan, come quello dei De Feo.

 

Nel corso delle attività di indagine, inoltre, sono emerse delle concrete responsabilità in capo ai vertici dell'organizzazione riguardo ad alcuni atti intimidatori come l'incendio di diverse autovetture e la gambizzazione ai danni di un esponente della stessa fazione criminale, i cui scopi erano l'affermazione della propria leadership sul controllo delle piazze di spaccio. L'attenzione degli inquirenti si è particolarmente concentrata sul “villaggio dei puffi”, area di edilizia popolare salernitana passata tristemente agli onori della cronaca per essere centro di attività illecite.

 

Nel corso dell'attività investigativa, che ha rivelato un fatturato illecito giornaliero di 4000 euro circa, sono stati arrestati 11 indagati in flagranza di reato e sequestrati complessivamente 70 chilogrammi di stupefacente, nonché 4 pistole e 1 fucile.

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