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Orsa e cucciolo inseguiti da un'auto, l'Enpa presenta denuncia in Procura: ''Crudeltà gratuita, serve condanna esemplare''

Alla fine di maggio gli uomini del Corpo Forestale Trentino sono riusciti ad identificare le due persone protagoniste del deplorevole gesto dell’inseguimento prolungato teso a raggiungere un’orsa menomata all’arto posteriore destro ed il suo cucciolone di un anno e mezzo di età

Pubblicato il - 19 giugno 2020 - 10:32

TRENTO. L'Ente Nazionale Protezione Animali ha deciso di presentare denuncia in Procura a Trento nei confronti degli autori del video relativo all'inseguimento dell'orsa F20 e del suo cucciolo per maltrattamento di animali. “Nessuno – ha spiegato l'Enpa - ha il diritto di causare agli animali lesioni o sofferenze. Ci auguriamo che questa vicenda si concluda con una condanna esemplare”.

Tramite l'avvocata Claudia Ricci, responsabile dell'ufficio legale nazionale, e l'avvocata Marina March, riferimento della Rete Legale Enpa in Trentino, l’Ente ha quindi presentato una denuncia per la violazione dell'art. 544 ter del Codice Penale relativo ai maltrattamenti. Un gesto ancor più grave, è stato spiegato in una nota, considerando che F20 è priva di un arto - probabilmente a seguito di un incidente o ad un atto di bracconaggio- e che contro di lei e il suo cucciolo non sono mancate grida volgari, violente e minacciose. Il tutto è avvenuto mentre, in preda al panico e spaventatissimi, i due orsi cercavano una via di fuga.

“La violenza nei confronti dei due orsi, raccontata attraverso le immagini del video diffuso sui social qualche settimana fa, è stata già duramente condannata anche dal ministro dell'Ambiente Costa, che lo ha definito 'a dir poco terrificante'. Riteniamo – spiega l'Enpa - si tratti di una crudeltà gratuita nei confronti dell’animale, che ricordiamo è, tra l'altro, particolarmente protetto dalla legge. Mamma orsa teneva davanti a sé il cucciolo, cercando forse di proteggerlo, finché, sfinita anche a causa della menomazione, è stata costretta a gettarsi fuori dalla strada”.

Chiunque compia atti di questo tipo agisce non solo contro gli animali selvatici in quanto esseri senzienti tutelati da leggi nazionali e direttive ed accordi internazionali, ma causa anche un danno al "patrimonio indisponibile dello Stato" che essi rappresentano ai sensi della legge nazionale 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica.

“Ricordiamo – conclude l'Ente Nazionale Protezione Animali - che infliggere sofferenze e causare danni ad un animale è reato e che innumerevoli studi considerano il maltrattamento di animali un segnale di potenziale pericolosità sociale dell’individuo che compie queste violenze. Riteniamo poi paradossale il fatto che una tale guerra insensata e inaccettabile contro gli orsi avvenga proprio in Trentino, regione che ha sfruttato la presenza di questi animali come richiamo turistico e fonte di guadagno. Ci auguriamo che questa vicenda si concluda con una condanna esemplare, per mandare un messaggio forte e chiaro a chi pensa di poter infliggere agli animali sofferenze e crudeltà a piacimento, senza alcuna conseguenza o responsabilità”.

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