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Pattuglie miste al confine della Val Venosta. La cooperazione italo-svizzera prende avvio per il contrasto dei crimini transfrontalieri

A partire da quest'anno è entrato in vigore un accordo concluso ancora nel 2013 dai governi italiano e svizzero per regolare i controlli al passo Tubre, valico di frontiera tra la Val Venosta e la Svizzera. La cooperazione punta a prevenire e a reprimere le svariate attività criminose transfrontaliere

Pubblicato il - 15 gennaio 2020 - 15:53

BOLZANO. A partire da quest'anno il valico di confine della Val Venosta tra Italia e Svizzera sarà oggetto di controlli congiunti da parte della polizia cantonale elvetica dei Grigioni e del comando legione Trentino-Alto Adige dei carabinieri. A 7 anni dalla conclusione di un accordo sulla cooperazione di polizia e doganale tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica italiana, in questi giorni sono stati avviati i primi contatti.

 

Congiuntamente alle autopattuglie della polizia cantonale, i militari delle stazioni carabinieri di Tubre e Malles Venosta hanno iniziato l'attività di pattugliamento per il controllo delle aree di confine potenzialmente interessate da crimini trasnfrontalieri. Pattuglie miste composte da due carabinieri e due agenti di polizia cantonale con i rispettivi veicoli hanno iniziato a percorrere le strade a cavallo del passo effettuando posti di blocco congiunti.

 

Nel corso del primo servizio sono state fermati e ispezionati dieci veicoli, quindici le persone identificate. L'attività è volta a prevenire ed eventualmente reprimere le condotte criminose più gravi stabilite dall'accordo di cooperazione, tra cui il crimine organizzato transfrontaliero, i delitti contro la persona e il patrimonio, il narcotraffico e il traffico di opere d'arte. Oltre al generale lavoro di salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica, la cooperazione tra le due forze di polizia italiana e svizzera mira inoltre a contrastare il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

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