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Rapina un uomo gettandolo a terra e colpendolo con calci e pugni. Arrestato un 39enne

E' avvenuto a Trento nella serata di lunedì 2 marzo, quando alla caserma dei carabinieri del capoluogo giungeva una richiesta d'aiuto per una rapina. In via Torre Vanga un uomo aggrediva un connazionale, sottraendogli delle torce e delle cuffie. Grazie all'identikit offerto dalla vittima, però, il responsabile è stato facilmente individuato. Fermato, è stato tratto in arresto per rapina e porto abusivo di armi

Pubblicato il - 03 marzo 2020 - 18:05

TRENTO. Erano da poco passate le 20 di lunedì 2 marzo, quando alla centrale operativa dei carabinieri di Trento giungeva la richiesta d'aiuto di un uomo che lamentava d'essere stato rapinato. Il malcapitato raccontava ai militari giunti sul posto di essere stato bloccato all'altezza di via Torre Vanga da un individuo che lo strattonava facendolo cadere a terra e colpendolo con calci e pugni mentre si trovava a terra.

 

Il malvivente riusciva a quel punto a sottrarre al malcapitato tre paia di cuffie per telefono e due torce, allontanandosi immediatamente. Il pronto intervento delle pattuglie della mobile permetteva, grazie all'accurata descrizione fornita dalla vittima, di risalire al responsabile, bloccato in piazzetta 2 settembre.

 

Condotto alla caserma di via Barbacovi, a seguito delle perquisizioni, il soggetto veniva trovato in possesso del maltolto, nonché di un coltello e di una modica quantità di marijuana. Al termine delle formalità di rito, il 39enne, anch'egli di cittadinanza tunisina, veniva tratto in arresto con l'accusa di rapina e di porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere, e trattenuto in caserma a disposizione dell'autorità giudiziaria.

 

Nella tarda mattinata di martedì 3 marzo, nella sede del Palazzo di Giustizia di Trento, veniva quindi sottoposto al rito per direttissima, concluso con la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione e 1000 euro di ammenda. Conseguentemente è stato quindi accompagnato al carcere di Spini di Gardolo e segnalato in via amministrativa al commissariato del governo quale assuntore di stupefacente.

 

La refurtiva, di contro, veniva restituita al legittimo proprietario.

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