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| 16 mar 2020 | 15:17

Ribalta le arnie e lascia la sua impronta: avvistato M49

Durante la notte, il plantigrado più ricercato d'Italia, avrebbe distrutto alcune arnie per nutrirsi nella zona di Daiano, in Val di Fiemme. Ora dovrebbe trovarsi in provincia di Bolzano. D'altronde la scarsa presenza umana non gli può che fare comodo, lasciandogli maggiore libertà e tranquillità

di Davide Leveghi

CAVALESE. Mentre i trentini si trovano in gran parte chiusi in casa a causa delle restrizioni imposte per bloccare la diffusione del virus Covid-19, indisturbato sulle montagne trentine è tornato a farsi notare l'orso M49. L'ultima apparizione, testimoniata dal ribaltamento di qualche arnia, sarebbe avvenuta nella notte di domenica 15 marzo, attorno alla zona di Daiano, nel Comune di Ville di Fiemme.

 

 

Le segnalazioni dei cittadini, racconta l'appassionato di orsi e lupi della Val di Fiemme Paolo Scarian, dimostrerebbero che l'orso M49-Papillon, al centro di una vicenda da film con la fuga a luglio dal rifugio del Casteller, si starebbe muovendo nella zona tra Aldino, in Alto Adige, e le località di Daiano, Carano e Varena, in Val di Fiemme. La scarsa presenza di esseri umani sul territorio, causa restrizioni sugli spostamenti, ne favorirebbero l'attività. A testimoniarlo sarebbero appunto le arnie ribaltate e le impronte lasciate nella neve.

 

La forestale, ad ogni modo, monitora i suoi spostamenti quotidianamente. In questo momento si dovrebbe trovare in Alto Adige. La "palla", pertanto, passa ai forestali della Provincia di Bolzano.

 

Dall'inizio dell'anno la sua ricomparsa dal letargo è stata notata a Castello di Fiemme, dove attorno al principio del mese il suo passaggio è stato annunciato dal latrare notturno dei cani, dalla distruzione di alcune arnie – da cui,goloso di miele, trae energie dopo la lunga “dormita” - e dalle impronte. A seguito della tentata predazione di un asino, la Provincia di Trento aveva comunicato come fosse ancora in vigore l'ordinanza di abbattimento qualora di avvicinasse alle case.

 

A gennaio, la stessa Provincia e l'assessora competente Giulia Zanotelli, erano state al centro di polemiche dopo l'ammissione dell'entrata ripetuta del plantigrado nella trappola-tubo (QUI e QUI gli articoli). La saga dell'orso più ricercato d'Italia, dunque, pare destinata a proseguire.

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