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Scuole dell'infanzia, arriva il primo ricorso. L'avvocato: ''Perché alcuni bambini ammessi e altri no? Palese discriminazione. Violata la costituzione''

Mentre Fugatti continua a ripetere che siamo gli unici d'Italia ad aver riaperto, come se fosse tutto un grande spot, per cinque settimane asili e materne forse questa è una delle ragioni. L'avvocato Spena ha chiesto l'annullamento in autotutela del provvedimento che ha respinto la domanda di rientro di un minore da parte dell'Asif Chimelli di Pergine: ''E' incomprensibile che si decida di riaprire per qualcuno ma per qualcun altro no mentre tutto il resto torna a regime''

Di Luca Pianesi - 17 giugno 2020 - 06:01

TRENTO. Perché la Provincia di Trento, unica in Italia come ama ripetere il presidente Fugatti in ogni diretta Facebook pubblica, ha deciso di creare delle discriminazioni tra bambini con età inferiore ai 6 anni? La domanda se la stanno ponendo quei genitori che si sono visti respingere, in questi giorni, la loro domanda per far rientrare i loro figli alle scuola dell'infanzia. Il tutto in forza di graduatorie di preferenza decise d'imperio dalla stessa amministrazione. E così un papà e avvocato, Daniele Spena, ha deciso di inviare una pec all'Asif Chimelli di Pergine per chiedere di ''annullare in autotutela - così si legge nel testo - per vizi di costituzionalità, il vostro provvedimento di data 10.6.2020, con il quale comunicavate agli odierni istanti il non accoglimento della richiesta del minore (...) di frequentazione delle ultime settimane dell'anno educativo 2019-2020 presso la scuola dell'infanzia Gb Chimelli''.

 

 

 

 

La richiesta, come scritto, si basa su una serie di principi costituzionali che, secondo l'avvocato e i tanti genitori che sono pronti a muovere azioni legali e a chiedere che i loro figli non siano discriminati per il lavoro che fanno i loro genitori, garantirebbero pari possibilità di accesso a queste strutture che non fanno parte della scuola dell'obbligo ma per le quali ''è assodata la fondamentale importanza nel processo di maturazione del bambino da un punto di vista cognitivo, sociale ed emotivo, nonché per i successivi ordini e gradi di istruzione''. ''L'assurdità di questa vicenda è che si fanno dei distinguo tra i bambini - spiega l'avvocato - e ci si basa sui lavori dei genitori per arrivare a compiere quelle che sono delle vere e proprie discriminazioni. Semplifico: ma perché un bimbo se è figlio di un infermiere o di un medico ha priorità rispetto a chi ha uno dei due genitori che fanno un altro lavoro. Ma perché? Chi lo ha deciso? La Provincia d'imperio senza curarsi dell'articolo 3 della Costituzione, il 31, il 34''. 

 

Che letti, effettivamente, lasciano ben pochi dubbi: ''Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (...). E' compito della Repubblica rimuovere ogni ostacolo di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e uguaglianza dei cittadini, impedisce il pieno sviluppo della persona umana..''; ''La Repubblica protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo''; ''la scuola è aperta a tutti''. La questione, insomma, è molto grave perché se in forza dell'articolo 32 della Costituzione (''la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività'') durante la Fase-1 si sono sacrificati e messi in pausa diversi diritti costituzionali ''adesso si è fatto ripartire tutto - spiega ancora Spena - quindi è incomprensibile che si decida di riaprire per qualcuno ma per qualcun altro no. Capisco avessero deciso di restare chiusi perché non c'erano le condizioni per riaprire (di fatto come sta facendo tutto il resto d'Italia ndr) e capisco anche quando tutti sono stati lasciati a casa per l'emergenza sanitaria, ma non capisco questa divisione''.

 

Il concetto è chiaro: la scuola in Italia è di ''tutti'' non si può decidere che oggi vale per i figli di qualcuno ma non per quelli di qualcun altro. Inoltre c'è una paura in più all'orizzonte che va ben oltre l'apertura a spot decisa dal presidente Fugatti, all'improvviso e in maniera improvvisata, come dimostrato dal caos delle scorse settimane e attuale (come denunciato ieri dai sindacati), per poco meno di 40 giorni (al più tardi dal 18 giugno fino al 31 luglio). C'è l'assoluta incertezza nella quale vive il mondo della scuola. Nessuno sa cosa succederà a settembre e mentre l'assessore Bisesti si sta dimostrando un ottimo inauguratore di istituti (come il resto della Giunta i cui assessori ogni giorno si dedicano a una/due/tre anche quattro gite per farsi ritrarre con degli ignari bambini strumentalizzati e trasformati in propaganda elettorale come dimostrato qui sotto dai comunicati della Pat) la paura è che a settembre si proceda con questo meccanismo, lasciando a casa qualcuno e accettando qualcun altro.

 

''Io mi auguro che chi di dovere si ravveda - conclude Spena - me lo auguro per mio figlio ma anche per i figli di tutti gli altri genitori. Siamo in una situazione di palese violazione. Non possiamo permettere che anche il prossimo anno i nostri figli vengano discriminati per il lavoro dei loro genitori''. 

 

 

 

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