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Sono in Trentino Alto Adige i cittadini più soddisfatti delle proprie condizioni di vita

A migliorare è anche la fiducia nei confronti degli altri. La quota di persone per cui la maggior parte della gente è degna di fiducia raggiunge il 23,9% nel 2019 rispetto al 21,0% del 2018

Pubblicato il - 20 febbraio 2020 - 12:36

TRENTO. Il Trentino Alto Adige è la zona in Italia con il maggior numero di cittadini che dichiarano di essere soddisfatti delle proprie condizioni di vita. Questo il primo importante dato pubblicato dall'Istat in una indagine riguardante  la soddisfazione delle persone per la situazione economica e la vita nel complesso. (QUI LO STUDIO COMPLETO)

 

A livello territoriale, il Nord presenta la quota più alta di coloro che dichiarano un voto compreso tra 8 e 10 rispetto alla soddisfazione per la vita (46,7%), il Centro una quota intermedia (42,3%) e il Mezzogiorno la quota minore (39,2%). Le regioni con i più elevati livelli di soddisfazione sono il Trentino-Alto Adige (62,2%), la Valle d’Aosta (54,7%) e il Piemonte (48,7%), quelle con i livelli più bassi sono la Campania (31,6%) e la Calabria (39,5%)

 

Rispetto al 2018, le differenze territoriali sono in riduzione ma ancora consistenti. La quota di persone che esprimono i punteggi più alti è stabile al Nord mentre risulta in crescita nella ripartizione centrale (dal 39,2% del 2018 al 42,3% del 2019) e nel Mezzogiorno (dal 35,1% del 2018 al 39,2% del 2019).

 

La soddisfazione per la vita nel complesso migliora rispetto all’anno precedente, confermando un trend positivo iniziato nel 2016.Dopo la stasi del 2017-2018, torna a crescere la quota di persone di 14 anni e più che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte per la propria situazione economica, raggiungendo il 56,5%.

 

Sul proprio stato di salute, l’80,2% degli individui di 14 anni e oltre esprime un giudizio positivo. Nel complesso, la soddisfazione per questo aspetto della vita diminuisce al crescere dell’età e raggiunge il minimo nella classe dei 75enni e più (55,8%). Le donne dichiarano una soddisfazione sempre minore degli uomini anche a parità di età, con differenze maggiori nelle età anziane: sono molto o abbastanza soddisfatte per il proprio stato di salute nel 77,9% dei casi rispetto all’82,7% degli uomini. Sul territorio, la soddisfazione per il proprio stato di salute è più alta al Nord che nelle altre ripartizioni: 81,8% contro 78,4% del Mezzogiorno malgrado il processo di invecchiamento sia più avanzato nell’Italia settentrionale. Il Centro presenta una quota di persone molto o abbastanza soddisfatte pari al 79,7%, in calo rispetto ai due anni precedenti. A livello regionale le quote più elevate di persone soddisfatte del proprio stato di salute si registrano in Trentino-Alto Adige (88,3%), Lombardia (82,8%), Veneto (81,6%) e Toscana (81,4%).

 

A migliorare è anche la fiducia nei confronti degli altri. La quota di persone per cui la maggior parte della gente è degna di fiducia raggiunge il 23,9% nel 2019 rispetto al 21,0% del 2018.

Oltre che nella sua dimensione generale, la soddisfazione delle persone viene rilevata anche per alcuni ambiti fondamentali della vita quotidiana quali le relazioni familiari e amicali, la salute, il tempo libero, il lavoro e la situazione economica. Per quest’ultima si rilevano le valutazioni delle famiglie sulla loro situazione economica negli ultimi 12 mesi e il giudizio sull’adeguatezza delle risorse economiche di cui la famiglia dispone. La fiducia negli altri, invece, misura la qualità delle relazioni sociali tramite quesiti utilizzati anche a livello internazionale.

 

Alla domanda “Attualmente, quanto si ritiene soddisfatto della sua vita nel complesso?”, in base a un punteggio da 0 a 10 (dove 0 indica “per niente soddisfatto” e 10 “molto soddisfatto”) nel primo trimestre del 2019, il 43,2% delle persone di 14 anni e più indica i livelli di punteggio più alti (8-10), il 40,7% giudica la propria vita mediamente soddisfacente (6-7) mentre il 14,2% la valuta con i punteggi più bassi (0-5).

 

Rispetto al 2018, la quota di chi esprime i punteggi più alti (tra 8 e 10) passa dal 41,4% al 43,2%; diversamente dal passato, quando a calare era soprattutto la quota di chi esprimeva le valutazioni più basse, nel 2019 si riduce la quota di chi indica punteggi sufficienti o medi (6-7).

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