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Qualità del sistema sanitario, l'Emilia Romagna sfila il primo posto al Trentino Alto Adige. Benetollo: ''Dobbiamo essere più attrattivi''

L'analisi è stata fatta da Demoskopika e l’Indice di Performance Sanitaria è realizzato sulla base di otto indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, risultato d’esercizio, disagio economico delle famiglie, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, democrazia sanitaria e speranza di vita

Di Giuseppe Fin - 24 gennaio 2021 - 18:29

TRENTO. Soddisfazione dei pazienti ma anche qualità dei servizi e situazione economica dei sistemi. Il Trentino Alto Adige si posiziona al secondo posto. Il dato emerge dall’IPS 2020, l’Indice di Performance Sanitaria realizzato, per il quarto anno consecutivo, dall’Istituto Demoskopika sulla base di otto indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, risultato d’esercizio, disagio economico delle famiglie, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, democrazia sanitaria e speranza di vita.

 

Quest'anno sono sei le realtà regionali “sane”, nove quelle “influenzate” e cinque quelle “malate”. È l’Emilia-Romagna, la regione in testa per efficienza del sistema sanitario italiano strappando la prima posizione al Trentino-Alto Adige. Campania, Calabria e Sicilia si collocano in coda tra le realtà “più malate” del paese.

 

Dal rapporto, però, c'è un dato che preoccupa più di altri. Secondo quanto riportato da Demoskopika, oltre 1,6 milioni di famiglie hanno rinunciato a curarsi per motivi economici. Sono famiglie che nel 2019 hanno dichiarato di non avere i soldi, in alcuni periodi dell’anno, per poter affrontare le spese sanitarie necessarie per curarsi, con un incremento dell’area del disagio pari al 2,3% rispetto all’anno precedente. Ben 36 mila nuclei familiari in più.

 

“È del tutto evidente – ha dichiarato in una nota il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – la conferma di una persistente disparità tra l’offerta sanitaria presente al Nord rispetto a quella erogata nel Mezzogiorno. Un divario che va colmato consapevolmente per non compromettere irrimediabilmente il diritto alla libertà di scelta del luogo in cui curarsi”.

 

Tornando alla classifica “Ips 2020” sul podio troviamo Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige e Veneto. Sulle posizioni migliori quali sistemi sanitari più “sani” d’Italia ci troviamo interamente nell’area del centro-nord. L’Emilia-Romagna, con un punteggio pari a 107,7 conquista la vetta di un soffio, spodestando il Trentino-Alto Adige (107,6 punti) immediatamente seguita dal Veneto (105,6 punti) che mantiene la stessa posizione del 2019 nel medagliere dei sistemi più performanti del paese. Seguono, tra i migliori sistemi sanitari locali, Umbria (105,5 punti), Lombardia (104,9 punti) e Marche (104,8 punti).

 

SODDISFAZIONE DEI SISTEMI SANITARI

A livello nazionale i dati di Demoskopica indicano un miglioramento del livello di soddisfazione degli italiani in relazione all’erogazione dell’offerta sanitaria ospedaliera. Sono il 33,7% quelli che si dicono soddisfatti a livello generale: assistenza medica (40,8%), assistenza infermieristica (41,0%), vitto (23,1%) e servizi igienici (30,6%). Un andamento in aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente.

 

L’indicatore, rilevato dall’Istat nel 2019, conferma un divario più che significativo tra le diverse realtà regionali. Si va, infatti, dal 55,5% della soddisfazione media rilevata per il Trentino-Alto Adige al 12,8% di quella espressa per la Sicilia. In particolare, i più “appagati” vivono in Trentino-Alto Adige (119,6 punti), con i cittadini che hanno dichiarato almeno un ricovero, nei tre mesi precedenti l’intervista, di avere un livello medio di soddisfazione per vari aspetti dell’offerta ospedaliera pari al 55,5%. A seguire Veneto (114,0 punti), Umbria (109,6 punti), Emilia-Romagna (106,6 punti), Marche (105,4 punti), Valle d’Aosta e Piemonte (105,1punti). Livelli minori di soddisfazione sui servizi sanitari, ma comunque significativi rispetto all’andamento medio italiano, sono stati espressi, inoltre, per Toscana (104,9 punti), Sardegna (103,3 punti), Friuli-Venezia Giulia (101,5 punti), Lombardia (101,2 punti), Abruzzo (100,8 punti) e Liguria (100,7 punti).

 

Al di sotto della media nazionale della soddisfazione espressa dai cittadini sull’erogazione dell’offerta sanitaria, legata ai differenti aspetti del ricovero osservati, si posizionano i rimanti sistemi regionali: Lazio (98,7 punti), Basilicata (95,6 punti), Puglia (89,6 punti), Molise (88,4 punti), Calabria (87,2 punti), Campania (83,6 punti) e, infine, Sicilia (78,3 punti).

MOBILITA' SANITARIA

La “mobilità sanitaria attiva” è l’indice di “attrazione” che indica la percentuale, in una determinata regione, dei ricoveri di pazienti residenti in altre regioni sul totale dei ricoveri registrati nella regione stessa. In questo caso è il Molise, con 132,1 punti, a mantenere la prima posizione della graduatoria parziale relativa alla mobilità attiva,, e che in Molise, per l’appunto, è pari al 30,8%. A seguire, il sistema sanitario della Basilicata (111,6 punti), dell’Emilia-Romagna (106,8 punti) e dell’Umbria (106,4 punti).

 

Per quanto riguarda la “mobilità sanitaria passiva” nel corso di un anno sono stati registrati ben 314 mila “viaggi della speranza” dal Sud. I meridionali confermano la loro diffidenza a curarsi nelle loro realtà regionali. In particolare, con un indice medio di “fuga”, pari al 10,9%, lievemente in aumento rispetto all’anno precedente, che misura, in una determinata regione, la percentuale dei residenti ricoverati presso strutture sanitarie di altre regioni sul totale dei ricoveri sia intra che extra regionali, il Sud si colloca in fondo per attrattività sanitaria dopo le realtà regionali del Centro con un indice di fuga pari all’8,8% e del Nord (6,9%).

 

Tra gli indici importanti c'è poi quello della “Speranza di vita”. Trentino-Alto Adige e tra le realtà più longeve assieme all'Umbria. Nel dettaglio, a guadagnare il primo posto della classifica parziale della speranza di vita, quale dimensione della performance sanitaria individuata da Demoskopika, si piazzano ex aequo il Trentino-Alto Adige e l’Umbria che con una speranza di vita media più elevata rispetto al resto d’Italia pari a 84,1 anni ottengono il punteggio massimo (113,6 punti). Seguono Marche (112,1punti), Veneto (110,6punti), Lombardia e Toscana (107,5 punti), Emilia-Romagna (105,9 punti) e Friuli- Venezia Giulia (104,4 punti). Quattro le realtà regionali, infine, ad essere caratterizzate da una vita media più bassa: Campania (76,7 punti) che con una speranza di vita pari a 81,7 anni produce la performance peggiore. Seguono Sicilia (82,1 punti), Calabria e Basilicata (82,5 punti).

 

“Questo report riflette una situazione complessiva e gli indicatori presi in esame cercano di riassumere i diversi componenti che mostrano in che modo un sistema sanitario possa essere percepito come valido per i cittadini. Tra gli indicati presi in esame possiamo di certo esprimere soddisfazione per l'alta speranza di vita sul nostro territorio” ha spiega a ilDolomiti.it, Pier Paolo Benetollo, direttore generale dell'Apss. “Il fatto di avere nella nostra regione la maggiore speranza di vita rappresenta un indicatore di sintesi degli altri tanti elementi tra cui la capacità del servizio di rispondere ai bisogni delle persone ma anche la capacità dei cittadini di adottare stili di vita sani”.

 

Per quanto riguarda la mobilità sanitaria, Benetollo ha precisato che “Il Trentino è da sempre orientato a fornire servizi soprattutto ai propri cittadini. Una questione di cultura – spiega - il non puntare a fare attrazione anche se questo è un elemento importante dal punto di vista dei professionisti sanitari e su questo in futuro dovremmo lavorarci di più”. L'obiettivo dell'Azienda sanitaria per il futuro è quello di diventare più “attrattiva” sia per i pazienti che per i professionisti.

 

E sugli sviluppi del sistema sanitario trentino la strada che si intende seguire è quella di un potenziamento territoriale. “E' una direzione individuata già prima della pandemia ed è nostra intenzione spingere con maggiore forza su questo potenziamento territoriale”.

 

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