Le “pagelle” sulle prestazioni sanitarie ai cittadini: il Trentino al decimo posto mentre la Provincia di Bolzano è penultima
Nel report “Livelli essenziali di assistenza: le diseguaglianze regionali in sanità” la fondazione Gimbe ha valutato i vari territori in materia di sanità: “Il 21,2% delle risorse assegnate al Trentino nel periodo 2010-2019 non ha prodotto servizi per i cittadini”

TRENTO. Ogni anno il Ministero della Salute il report “Monitoraggio dei sui Livelli essenziali di assistenza (Lea)” che, attraverso l’assegnazione di un punteggio, attesta l’erogazione delle prestazioni sanitarie che le Regioni devono garantire ai cittadini gratuitamente o attraverso il pagamento di un ticket. Di fatto si tratta di una vera e propria “pagella” per la sanità che permette di identificare Regioni promosse (adempienti), pertanto meritevoli di accedere alla quota di finanziamento premiale, e bocciate (inadempienti).
Come ricorda la fondazione Gimbe, che su questi dati ha elaborato un report ad hoc, le Regioni inadempienti sono sottoposte ai Piani di rientro, uno strumento che prevede uno specifico affiancamento da parte del Ministero della Salute che può sfociare persino in un commissariamento della Regione. Va precisato che Friuli Venezia-Giulia, Sardegna, Valle D’Aosta e le Province autonome di Trento e di Bolzano non sono sottoposte alla verifica degli adempimenti (ergo non hanno accesso alla quota premiale).
Nel report “Livelli essenziali di assistenza: le diseguaglianze regionali in sanità”, la Fondazione Gimbe ha analizzato i risultati dei monitoraggi annuali del Ministero della Salute relativi al decennio 2010-2019. In questo periodo il Trentino si attesta al decimo posto con un adempimento cumulativo del 78,8%: “Ciò significa che il 21,2% delle risorse assegnate nel periodo 2010-2019 non ha prodotto servizi per i cittadini”, precisano gli esperti di Gimbe.
Guardando al dato annuale, il Trentino, nel 2019, ha totalizzato punteggio sui Livelli essenziali di assistenza annuale pari a 187, piazzandosi in tredicesima posizione. Si parla comunque di un miglioramento rispetto all’anno precedente quando con un punteggio Lea di 185 il Trentino si piazzò quattordicesimo (nel 2017 con gli stessi punti era dodicesimo). Dati comunque ben lontani dal 2016 quando la Provincia (secondo il ricalcolo di Gimbe) si piazzò al sesto posto con un punteggio Lea di 200. Molto male invece la Provincia di Bolzano che registra un adempimento cumulativo del 57,6% piazzandosi penultima, davanti alla Sardegna e dietro alla Campania. Le Regioni più virtuose sono Emilia-Romagna (93,4%), Toscana (91,3%), Veneto (89,1%), Piemonte (87,6%) e Lombardia (87,4%).
“Regioni e Province autonome che non sono sottoposte alla verifica degli adempimenti hanno performance molto variegate”, osservano gli esperti di Gimbe. “Da un lato Friuli Venezia-Giulia e Provincia di Trento raggiungono percentuali di adempimento cumulative rispettivamente dell’81,5% e 78,8% collocandosi nel secondo quartile; dall’altro Valle d’Aosta, Sardegna e Provincia di Bolzano si collocano, insieme a Calabria e Campania, nel quartile con le peggiori performance”.
In aggiunta, dalla fondazione Gimbe, hanno analizzato i dati valutando tre aree distinte: distrettuale, prevenzione e ospedaliera, valutandole in maniera indipendente in modo da identificare per ciascuna Regione e Provincia autonoma punti di forza e criticità nell’erogazione dei Lea. Se alcune Regioni occupano posizioni simili nelle tre aree, documentando un livello omogeneo per altre esiste una importante variabilità di performance. La Provincia di Trento per esempio si colloca al 1° posto per l’area ospedaliera, al 5° per quella distrettuale e al 14° per la prevenzione.












