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| 23 feb 2023 | 12:41

Le “pagelle” sulle prestazioni sanitarie ai cittadini: il Trentino promosso, nonostante il Covid è in terza posizione

La Provincia di Trento è in prima posizione per l’area ospedaliera, in terza per la prevenzione ma solo in decima per l’area distrettuale. Molto male l’Alto Adige che risulta fra i territori bocciati in merito all’erogazione delle prestazioni sanitarie

Le “pagelle” sulle prestazioni sanitarie ai cittadini: il Trentino promosso, nonostante il Covid è in terza posizione
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Dopo i risultati deludenti dello scorso anno, la sanità trentina si riscatta rientrando fra quelle promosse dal Ministero della Salute che ha pubblicato il report sul monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Attraverso l’assegnazione di un punteggio, il Ministero attesta l’erogazione delle prestazioni sanitarie che le Regioni devono garantire ai cittadini gratuitamente o attraverso il pagamento di un ticket, in altre parole si tratta di una vera e propria “pagella” per la sanità che permette di identificare Regioni promosse (adempienti), pertanto meritevoli di accedere alla quota di finanziamento premiale, e bocciate (inadempienti).

 

Recentemente però è cambiato il metodo di assegnazione dei punteggi. Se fino al 2019 lo strumento di valutazione era la cosiddetta “Griglia Lea”, dal 2020 (che è anche l’anno di riferimento di questa valutazione) è stata sostituita da 22 indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg). Le aree sotto osservazione sono: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. “Considerato che il 2020 è stato caratterizzato dall’emergenza pandemica – il presidente della Fondazione Gimbe precisa Nino Cartabellotta – il monitoraggio dell’erogazione dei Lea è stato effettuato solo a scopo di valutazione e informazione, senza impatto sulla quota premiale”.

 

Come sottolinea Gimbe solo 11 Regioni risultano adempienti: Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia di Trento, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto. Le altre 10 sono inadempienti: Abruzzo, Liguria, Molise e Sicilia con un punteggio insufficiente in una sola area; Basilicata, Campania, Provincia di Bolzano, Sardegna, Valle D’Aosta con un punteggio insufficiente in due aree; la Calabria insufficiente in tutte le tre aree. In particolare la Provincia di Trento è in prima posizione per l’area ospedaliera, in terza per la prevenzione ma solo in decima per l’area distrettuale.


Considerato che il Ministero della Salute non sintetizza in un punteggio unico la valutazione degli adempimenti Lea, la Fondazione Gimbe ha elaborato una classifica di Regioni e Province autonome sommando i punteggi ottenuti nelle tre aree. “Rispetto all’essere adempiente o inadempiente – commenta Cartabellotta – il punteggio totale enfatizza ulteriormente il gap Nord-Sud: infatti, nei primi due quartili si trovano 7 Regioni del Nord, 3 del Centro e nessuna del Sud, mentre nell’ultimo quartile, eccetto la Provincia di Bolzano, tutte le Regioni sono del Sud”.


Considerato che il nuovo metodo di valutazione è in sperimentazione dal 2016, la Fondazione Gimbe ha analizzato le differenze tra gli adempimenti 2020 e quelli 2019, per valutare l’impatto della pandemia sui punteggi totali delle Regioni, oltre che sui tre macro-livelli assistenziali. Rispetto al 2019, nel 2020 i punteggi totali sono peggiorati in tutte le Regioni, fatta eccezione per la Provincia di Trento e la Valle d’Aosta. Questo secondo gli esperti dimostra come la pandemia abbia rappresentato un forte “stress test” per la sanità italiana.


Relativamente all’impatto della pandemia sui tre macro-livelli assistenziali, considerando tutto il territorio nazionale, il gap massimo tra il 2020 e il 2019 si registra nell’area della prevenzione. “Il crollo della prevenzione – spiega il Cartabellotta – è l’inevitabile conseguenza sia degli esigui investimenti in quest’area, sia del fatto che il personale già limitato in forza ai dipartimenti di prevenzione è stato impiegato in prima linea nella gestione dell’emergenza pandemica”.

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