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Stavano preparando la cocaina in vista delle riaperture delle attività sull'Alto Garda. Fermati due uomini e una donna

In totale avevano 25 grammi di cocaina e circa 1.300 euro ma i carabinieri hanno notato l'auto con targa bresciana e l'hanno seguita. Quando è stato il momento i delinquenti hanno provato a lanciare il pacchetto con la droga oltre un muretto dove, però, si trovava l'altra pattuglia dei militari dell'Arma

Pubblicato il - 16 May 2020 - 17:12

VERONA. Per gli inquirenti quella cocaina era destinata alla zona dell'Alto Garda veronese e trentino in vista della ripartenza delle attività commerciale e sociali e della cosiddetta Fase-3 che da lunedì dovrebbe superare, definitivamente, il periodo di lockdown.  

 

Ma sono incappati in un controllo dei carabinieri e le cose, per loro, non sono finite bene. Venerdì pomeriggio, infatti, a Cavaion Veronese, i carabinieri di Caprino Veronese insieme a quelli della locale stazione, impegnati nell’ambito dei servizi per garantire l’osservanza delle prescrizioni per contenere la diffusione del contagio da covid - 19 infatti hanno tratto in arresto due cittadini albanesi residenti a Calcinato (nel bresciano) e un italiano del posto, di origini calabresi, per detenzione e spaccio di circa 25 grammi di cocaina. 

 

L’arresto nasce dall'attenzione prestata da un militare dell’Arma, impegnato nei controlli al casello di Affi che ha notato una Renault Clio in uscita dall’autostrada con due persone a bordo, un uomo e una donna, che recava sulla targa il bollino della provincia di Brescia. Essendo ancora in vigore il divieto di spostamento fra regioni ai sensi del Dpcm del 26 aprile, i militari si sono incuriositi del motivo della presenza dei due sul territorio veneto ed hanno deciso di raggiungere la vettura per effettuare il controllo. Tuttavia, nel tempo di risalire a bordo dell’automezzo militare e districarsi nel traffico, di nuovo intenso nei pressi delle rotonde stradali dove confluiscono i veicoli in uscita dall’autostrada e quelli in uscita dalla tangenziale Affi – Peschiera, la Renault Clio si era allontanata di parecchio dirigendosi verso il paese di Cavaion Veronese.

 

L’equipaggio è riuscito a mantenere il contatto visivo e si è avvicinato al veicolo quando ormai questo era entrato nel centro abitato del paese, dove è stato notato procedere con incertezza come se gli occupanti non conoscessero bene le strade e stessero cercando qualcosa. Insospettiti, i carabinieri hanno preferito osservare i movimenti dell’auto piuttosto che fermarla subito e contemporaneamente hanno chiesto alla centrale operativa di Caprino Veronese di accertare chi fosse l’intestatario del mezzo. Appreso che la vettura era intestata ad un cittadino straniero residente nel bresciano con numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, l’equipaggio radiomobile ha ritenuto di poter avere a che fare con una coppia di ladri e, pertanto, ha chiesto ausilio ai colleghi del posto nel caso fosse stato necessario organizzare un intervento in flagranza di reato.

 

Nel frattempo hanno continuato ad osservare a distanza i movimenti del veicolo sospetto che si spostava per il centro del paese. Quando la Renault Clio si è invece diretta in una zona residenziale e isolata del paese, per non essere notati e ritenendo che gli occupanti del veicolo potessero effettivamente tentare un furto in uno dei residence che sorgono nel quartiere, i carabinieri del Radiomobile e della stazione di Cavaion Veronese si sono divisi ed hanno fatto ingresso nella area residenziale da due accessi diversi per bloccare le possibili vie di fuga. Giunti in via Grandi l’equipaggio radiomobile ha rintracciato l’autovettura ricercata ferma in un parcheggio e all’esterno di essa hanno riconosciuto il conducente che stava passando un involucro ad un altro uomo.

 

Quest’ultimo, appena scorti i carabinieri, ha cercato di disfarsi di quanto ricevuto lasciandolo cadere al di là di un muretto che divide la strada da un campo. Sfortunatamente per l’uomo, proprio dalla parte opposta del campo stava sopraggiungendo la pattuglia di Cavaion Veronese che ha assistito alla scena e recuperato quanto gettato, poi rivelatisi essere due sacchetti in cellophane contenenti 10 grammi di cocaina in polvere l’uno. Il conducente della Renault Clio veniva dunque identificato come un 32enne albanese pluripregiudicato per reati di droga e per un tentato omicidio ai danni di un connazionale a cui aveva sparato mancandolo. L’uomo con cui si era incontrato era un disoccupato calabrese di 47 anni, residente a Cavaion poco distante dal luogo dell’incontro, incensurato.

 

A bordo della macchina era rimasta una 25enne, incensurata, che mostrava evidenti segni di nervosismo. Nessuno dei due uomini si è assunto la paternità dello stupefacente. I tre sono tutti stati sottoposti a perquisizione personale e l’italiano, unico con residenza individuata, è stato sottoposto anche a perquisizione domiciliare. All’esito delle perquisizioni è emerso che la donna nascondeva all’interno della biancheria intima un involucro contenente altri cinque grammi di cocaina già divisa in singole dosi, mentre il suo compagno albanese deteneva circa 1300 euro in contanti nella tasca dei pantaloni. A casa dell'uomo i carabinieri non hanno rinvenuto altro stupefacente ma tutto l’occorrente per confezionarlo: buste in cellophane tagliate a rettangoli per preparare le singole dosi, un inedito bilancino elettronico di precisione a forma di mouse da computer ed alcuni medicinali per tagliare la sostanza.

I due albanesi sono dunque stati tratti in arresto per la cessione dei venti grammi di cocaina in polvere all’italiano e per la detenzione di altri cinque grammi di cocaina in singole dosi. L'altro uomo, a sua volta, è stato tratto in arresto per la detenzione a fini di spaccio dei venti grammi di cocaina di cui aveva tentato di disfarsi.  Dell’arresto è stato informato il Pm di turno alla Procura della Repubblica di Verona, Maria Federica Ormanni, che ha disposto di trattenere in camera di sicurezza gli arrestati in attesa dell’udienza con rito direttissimo presso il Tribunale di Verona, svoltasi in data odierna. Il Giudice ha convalidato gli arresti disponendo la misura cautelare dell’obbligo di firma presso i carabinieri di Cavaion a carico dell’italiano, il divieto di dimora nella provincia di Verona per l’uomo albanese ed ha rimesso in libertà la donna, rinviando il processo alla prossima udienza.

Gli investigatori ritengono che lo stupefacente acquistato dall’italiano fosse destinato ad essere spacciato al dettaglio fra i giovani consumatori della zona di Cavaion Veronese e dell’alto lago di Garda, in vista della progressiva riapertura delle attività commerciali e relativa ripresa delle attività sociali previste dalla cosiddetta fase 3 delle misure di contenimento dell’epidemia da covid 19, dopo il lungo periodo di lockdown che aveva bloccato anche le attività criminali.
I due cittadini albanesi sono stati sanzionati anche amministrativamente per la violazione delle prescrizioni imposte dal DPCM del 26 aprile scorso per essersi spostati in regione diversa senza un giustificato motivo.

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