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| 05 feb 2020 | 08:33

Trento, negozi sfitti e abbandonati: le vetrine diventeranno dei quadri

Approvato in consiglio comunale la proposta che vede come primo firmatari Paolo Serra. L'obiettivo è quello di evitare un lento ma progressivo degrado dell’area circostante

Trento, negozi sfitti e abbandonati: le vetrine diventeranno dei quadri
di Redazione

TRENTO. Trasformare le vetrine dei negozi sfitti a Trento in una sorta di opere d'arte. Questo l'obiettivo dell'ordine del giorno che mira a promuovere un progetto che restituisca decoro ai negozi in stato di abbandono. La proposta presentata dal consigliere Paolo Serra del Partito Democratico è stata approvata con 29 voti favorevoli su 36 presenti.
 

L’idea parte dal fatto che in città ci sono diversi negozi chiusi e questo comporta spesso un lento ma progressivo degrado dell’area circostante. “L'eventuale soluzione per affrontare il degrado delle vie commerciali e dei negozi abbandonati è quella di sensibilizzare i proprietari dei locali sfitti invitandoli a mantenere un decoro dell’immobile attraverso progetti di abbellimento delle vetrine”.

In questa direzione si è proposto di coinvolgere la scuola d’arte, artisti emergenti o affermati, realtà creative presenti nel territorio cittadino per la realizzazione di un progetto in sinergia con gli uffici delle politiche giovanili e gli assessorati di competenza per prevedere un intervento di decoro dei negozi sfitti o abbandonati tramite il miglioramento delle vetrine.

 

“Trasformare – spiega il consigliere del Pd Paolo Serra - le vetrine in quadri di un'esposizione all'aperto per rendere nuovamente attraenti le vetrine dei negozi chiusi combattendo in questo modo il degrado cittadino”.

Con questa iniziativa si coinvolgono i proprietari dei negozi sfitti e gli studenti e le studentesse delle scuole d’arte che attraverso la loro opera creativa renderanno nuovamente attraenti le vetrine vuote dei negozi chiusi. Tale proposta nasce dall’iniziativa analoga nata a Bolzano denominata “Arte in Vetrina” che ha visto coinvolto il Comune di Bolzano e gli studenti del Liceo delle Scienze Umane e Artistico “Giovanni Pascoli” di Bolzano.

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