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Trento rileva 55 casi e a Roma ne comunica 3: i conti (di nuovo) non tornano. L'ex rettore: ''Pare incredibile. Con tamponi a 6 giorni improvvisamente Italia a zero contagi''

Davide Bassi, come fatto dall'inizio dell'epidemia continua ad analizzare quotidianamente dati e numeri. Per la terza volta dall'inizio del contagio il Trentino cambia ''conteggio'' e in un baleno si ritrova a livello nazionale con un contagio praticamente zero. Poi il rettore passa all'analisi dei numeri comunicati dall'Apss. La U rovesciata del contagio in Trentino ancora non c'è mentre è evidente in Alto Adige e Veneto

Di Luca Pianesi - 08 maggio 2020 - 11:05

TRENTO. ''Se ho capito bene, la motivazione, per me incomprensibile, sarebbe che il Ministero della Salute avrebbe chiesto di segnalare solo i nuovi casi per i quali i sintomi sono apparsi non più di 5 giorni prima dell'esecuzione del tampone. A me pare incredibile perché basterebbe fare i tamponi sei giorni dopo l’insorgenza dei sintomi e improvvisamente tutta l’Italia andrebbe a “zero contagi”''. Continua ad esserci un certo livello di mistero sui dati che il Trentino comunica a livello nazionale: da quando è scoppiata l'epidemia, infatti, sono stati adottati almeno tre diversi sistemi di conteggio e sempre si è creata una discrepanza tra quanto veniva dichiarato in conferenza stampa in Provincia (e veniva inserito nei dati ufficiali dell'Azienda sanitaria) e quanto poi veniva riportato dalla Protezione civile nazionale.

 

Un problema (perché di questo si tratta soprattutto quando i numeri diventano tanto importante per elaborare stime, proiezioni e addirittura determineranno, in futuro, chiusure o aperture) che l'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi segnala da sempre nel suo blog (e nel nostro piccolo anche noi viste anche le tante sollecitazioni dei lettori al riguardo). Nella fase più virulenta del virus in Trentino si facevano pochi tamponi e si consideravano positive anche le persone entrate in contatto con un contagiato che presentavano i sintomi. La protezione civile, però, conteggiava nella sua stima quotidiana nazionale solo quelli trovati con tampone e quindi i dati del Trentino erano molto sottostimati a livello nazionale (QUI ARTICOLO).

 

Poi sono cresciuti i tamponi in Trentino, e quindi i dati comunicati dalla Pat e quelli conteggiati a livello nazionale hanno cominciato a uniformarsi salvo, aggiustarsi, in questo caso per eccesso a livello nazionale di circa 200 unità nel mese di aprile (anche questo dato rilevato dall'ex rettore QUI ARTICOLO) tanto da rendere il Trentino, fino a pochi giorni fa, come uno dei territori più in difficoltà d'Italia per quanto riguardava la tenuta del contagio (Bassi rilevava che anche con dati corretti la situazione rimaneva tra le 4 peggiori del Paese ma un po' meno grave di quella segnalata da tutta la stampa nazionale).

 

Da tre giorni tutto è cambiato di nuovo. Fugatti ha spiegato che ora comunicheremo a livello nazionale solo i contagi avvenuti non più di 5 giorni fa e quindi, per esempio, ieri di 55 casi rilevati a Trento ne abbiamo comunicati a Roma solo 3. E per capire quanto sono sballati i dati trentini rispetto a quelli nazionali si guardi il totale di queste slide (sono quelle ufficiali dell'Apss) e li si confronti con quelli ufficiali della Protezione civile nazionale.

 

   

 

 

 

 

''Da un paio di giorni - spiega l'ex rettore nel suo blog - ho notato che il numero di nuovi casi segnalati a livello nazionale (PCN) è sensibilmente inferiore rispetto ai dati segnalati a Trento. Infatti il 4 maggio a fronte di 28 nuovi casi, nel sito PCN ne appaiono 11, il 5 maggio a fronte di 9 nuovi casi segnalati a Trento nel sito PCN ne sono apparsi solo 3 ed il 6 maggio risulatano 48 nuovi contagi a Trento e solo 19 nel sito PCN. In tre giorni, a fronte di 85 nuovi casi, ne sono stati segnalati solo 35 al Ministero della Salute, meno della metà. Immagino che il Ministero della Salute abbia chiesto di specificare quanti dei nuovi casi rientravano nella categoria dei sintomi entro 5 giorni giusto per valutare la tempestività con cui le Regioni eseguono i tamponi - analizza l'ex rettore Bassi -. Ho fatto un controllo sui dati dell’Alto Adige e del Veneto e in effetti tutti i nuovi casi segnalati al mattino a Bolzano e Venezia li ritrovo identici alla sera nel sito nazionale, a differenza di quanto accade per il Trentino. Aggiungo che dal 4 maggio non coincidono più neppure i dati relativi ai decessi, sia pure per un solo caso. Ho mandato copia di questo post alla Provincia autonoma di Trento chiedendo la loro interpretazione autentica. Attendo con fiducia la risposta''. 

 

E quindi Bassi è passato alla sua analisi dei dati ''reali''. ''Passiamo ora ai dati relativi ai nuovi contagi - ha scritto - confrontando l’andamento dei nuovi casi del Trentino (fonte APSS) rispetto a quelli dell’Alto Adige. I dati sono sottoposti a media mobile su sette giorni per ridurre l’ampiezza delle fluttuazioni statistiche. Vediamo che ambedue le serie di dati mostrano un chiaro andamento discendente, con l’Alto Adige che cala molto più rapidamente del Trentino.

 

 

Lo stesso andamento lo rivediamo, rappresentato in forma diversa, nel grafico che segue dove si riporta l’andamento della densità di nuovi casi in funzione del numero complessivo di contagi. Si tratta, se ricordate, di quel grafico che, a fine epidemia deve assumere la forma di una U rovesciata. Per l’Alto Adige e per il Veneto si incomincia a vedere con chiarezza la seconda gamba della U rovesciata, mentre per il Trentino c’è ancora un certo ritardo.

Se poi analizziamo la curva dei nuovi contagi e dei decessi registrati in Trentino, vediamo che pur in in presenza di grosse fluttuazioni, la linea tratteggiata blu descrive abbastanza bene l’andamento dei nuovi contagi registrati nel corso dell’ultimo mese. La curva corrisponde ad un tempo di dimezzamento dei nuovi contagi pari a circa tre settimane. Speriamo che nella prossima settimana si possa registrare un andamento nettamente più favorevole o quantomeno che i nuovi contagi (tutti, non solo quelli collegati a sintomi recenti!) si riducano stabilmente almeno ad un digit.

 

 

 Il quadro della diffusione dell'epidemia all'interno del territorio provinciale si è ormai stabilizzato e conferma la spaccatura del Trentino con alcune Comunità di Valle con livelli di mortalità "lombardi" ed altre zone più vicine ai numeri del "modello Veneto".

 

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