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Uccide e scuoia una femmina di capriolo incinta, avrebbe partorito tra pochi giorni. Denunciato un 47enne, Guarda: ''Profondo disgusto per chi prova piacere nel fare cose simili''

Il fatto è successo nel vicentino. L'uomo ha agito senza avere alcuna licenza ma utilizzando fucili di altri congiunti. La carcassa dell'animale è stata nascosta a casa del fratello 

Foto tratta da Facebook
Pubblicato il - 21 giugno 2020 - 12:09

VICENZA. Il piccolo sarebbe nato tra pochi giorni ma la crudeltà dell'uomo non ha eguali. Un 47enne nel vicentino, senza alcuna licenza, ha preso il fucile e ha sparato ad una femmina di capriolo in attesa. Quest'ultima assieme al nascituro sono morti.

 

E' successo nei giorni scorsi in una zona collinare di Valdagno nel Vicentino. Le future mamme capriolo di norma portano nel grembo uno o due piccoli in questa stagione in cui la caccia è interdetta per favorire la riproduzione e la ripopolazione dei boschi. Questo non ha fermato la crudeltà del bracconiere che ora risulta indagato per più reati a seguito delle indagini dei carabinieri forestali.

 

L’uomo che ha sparato non era in possesso della licenza per la detenzione di armi da almeno 10 anni. Ad accorgersi di quello che era successo è stata una persona residente nel posto dove è avvenuto il fatto e che ha sentito il rumore degli spari. Dopo essersi affacciata alla finestra ha assistito all'uomo che stava prendendo la carcassa per poi portarla via mettendosela sulla schiena.

 

Quello che era successo è stato segnalato ai carabinieri e alla polizia provinciale, che sono così potuti intervenire. L'uomo aveva nascosto nella casa del fratello la carcassa dell’animale, già scuoiato.

 

Il 47enne avrebbe agito in solitaria, mirando e sparando dalla residenza di uno dei fratelli, dopo aver imbracciato un fucile a canne sovrapposte di proprietà di un'altra persona a insaputa di quest’ultimo. Oltre al corpo dell’animale, sono state sequestrate altre 7 armi dello stesso tipo.

 

Il sequestro è stato convalidato in quanto si tratta di furto aggravato ai danni dello Stato utilizzando mezzi vietati dalla legge, comunemente detta “sulla caccia”, poiché è stata utilizzata munizione spezzata. La legge, in questi casi, prevede anche una ammenda fino a 1.550 euro. Gli agenti hanno denunciato il 47enne, oltre che per furto aggravato secondo l’art. 624 del codice penale, che prevede la reclusione da 1 a 6 anni ed una multa da 103 euro a 1.032 euro, anche per l’art. 544 bis del codice penale, che punisce il fatto di aver ucciso con crudeltà e senza necessità un animale; in questo caso la pena prevista è quella della reclusione da 4 mesi a 2 anni. Inoltre l'uomo è stato anche denunciato per porto abusivo d’arma. I proprietari e custodi dei fucili rischiano il ritiro definitivo della licenza.

 

Ad intervenire sulla vicenda è stata la consigliera regionale del Veneto Cristina Guarda. “L'ennesima notizia di violenza, una violenza che è anticamera di quella verso l'uomo” ha commentato su Facebook.  “Come si fa – continua - ad essere così indegnamente violenti tanto da fare del male e profanare un animale, per di più in attesa? Sento un profondo disgusto nei confronti di un uomo che prova piacere o soddisfazione nel fare cose simili. La normalizzazione della caccia come pratica sportiva che fa sentire realizzati giocando con la vita di un animale, è per me una rischiosa anticamera di questa degenerazione”.

 

 

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