Operazione antibracconaggio, fermato un cacciatore che sparava a uccelli protetti. Nel freezer 41 volatili vietati
Lunga la lista dei reati a cui l'uomo dovrà ora rispondere: abbattimento di fauna protetta e particolarmente protetta; detenzione di uccelli morti protetti e particolarmente protetti; detenzione di uccelli vivi senza documentazione di legittima provenienza e regolare anello di identificazione; omessa custodia del fucile e delle munizioni, detenuti in luogo facilmente accessibile e privo di qualsiasi tipo di chiusura in grado di precludere l’ingresso a chiunque; omessa denuncia di munizioni a palla calibro 9

VICENZA. Non solo è stato trovato con armi di cui è vitata anche la semplice detenzione ma con una cella frigorifera piena di uccelli di specie protette. A finire nei guai è stato un cacciatore nell'Alto vicentino finito nel mirino delle guardie venatorie e della polizia provinciale.
E' successo a Carrè, sulle colline delle Bregonze, dove le guardie venatorie avevano individuato un cacciatore che stava abbattendo con un fucile calibro 12 fauna protetta, in particolare tre fringuelli e un frosone. L’intervento degli agenti della Polizia Provinciale, oltre a confermare l’abbattimento di fauna protetta, ha portato alla luce una serie di reati penali e di illeciti amministrativi a carico del cacciatore.
Nelle vicinanze di un ricovero attrezzi di proprietà dell'uomo, infatti, gli agenti hanno notato infatti diversi uccelli vivi in gabbia privi degli anelli che ne identificano la regolarità della detenzione. Tra questi un fringuello, due peppole, un lucherino e un merlo.
Notavano inoltre una cella frigorifera che lasciava pochi dubbi sul suo contenuto.
Nel corso della perquisizione, sono stati rinvenuti 44 uccelli appartenenti a varie specie, di cui tre cacciabili, ma non annotate sul tesserino di caccia (come invece prescrive la normativa sulla caccia) e le restati 41 protette e particolarmente protette. Nel dettaglio, si trattava di cesene, un merlo, fringuelli, peppole, una capinera, un verdone, beccafichi, uno zigolo giallo, uno zigolo muciatto, una balia nera e due frosoni.
Alcune di queste specie (beccafico e balia nera) sono presenti nelle zone collinari del vicentino esclusivamente nel periodo tardo estivo della migrazione post-riproduttiva, di conseguenza si può ipotizzare un loro abbattimento in un periodo antecedente l’apertura della caccia fissata nella terza domenica di settembre.
La perquisizione delle rimesse ha fatto emergere anche altri illeciti. Gli agenti hanno infatti trovato 247 munizioni cariche di calibro 8, 9 e 12 millimetri e un fucile di calibro 8 millimetri con il colpo in canna e perciò pronto all’uso, il tutto in ordine sparso all’interno della rimessa, non custodito e senza alcuna protezione. Inoltre 24 cartucce calibro 9 caricate a palla non erano state denunciate all’autorità competente.
Nella rimessa, sopra ad un mobile, c’erano anche una rete di uccellagione e una tagliola per la cattura di fauna selvatica, entrambi attrezzi di cui è vietata anche la semplice detenzione.
Lunga la lista dei reati a cui l'uomo dovrà ora rispondere: abbattimento di fauna protetta e particolarmente protetta; detenzione di uccelli morti protetti e particolarmente protetti; detenzione di uccelli vivi senza documentazione di legittima provenienza e regolare anello di identificazione; omessa custodia del fucile e delle munizioni, detenuti in luogo facilmente accessibile e privo di qualsiasi tipo di chiusura in grado di precludere l’ingresso a chiunque; omessa denuncia di munizioni a palla calibro 9.
In aggiunta, per la detenzione della rete da uccellagione e della tagliola gli è stata comminata la sanzione amministrativa di 462 euro.













