Contenuto sponsorizzato
| 25 lug 2021 | 21:17

A 30 anni dalla tragedia del Brentei, il sopravvissuto Alberti di corsa da Piacenza alle Dolomiti in ricordo delle vittime travolte da una colata di fango, ghiaccio e sassi

Quest'anno in occasione del trentennale la targa è stata sostituita. A portarla un gruppo piacentino di vigili del fuoco per mantenere viva la memoria della tragedia: 6 ragazzini tra gli 11 e i 13 anni di Piacenza erano morti. Cinque anni fa, la corsa di Alberti era diventata un documentario, "Viaggio di ritorno", un lavoro al quale hanno collaborato anche i trentini Francesca Aprone e Marco Simonetti

A 30 anni dalla tragedia del Brentei, il sopravvissuto Alberti di corsa da Piacenza alle Dolomiti in ricordo delle vittime
di Redazione

TRENTO. Una targa ricorda la tragedia di 30 anni fa avvenuta sul sentiero che collega Madonna di Campiglio e il rifugio Brentei nel gruppo delle Dolomiti. Era il 17 luglio 1991, una giornata perfetta e un cielo senza nuvole in quella settimana di vacanza in Trentino: una comitiva di ragazzini tra gli 11 e i 13 anni della parrocchia Nostra Signora di Lourdes di Piacenza venne invece sorpresa da un fortissimo temporale di pioggia e grandine. 

A quel punto una parte del gruppo cercò di rifugiarsi, correndo disperatamente, in una grotta dove passa il sentiero. Ma non fece in tempo: nella traversata di un canalone una colata di neve, fango e sassi travolse e uccise sei di quei ragazzi e un seminarista che li accompagnava: Carla Acerbi, Cinzia Ballestri, Francesco Boselli, Matteo Ferdenzi, Michele Ferrari, Nuccio Sebastiano Malaponti, Andrea Rubbino.

 

Una vicenda che aveva profondamente colpito anche il grande alpinista Cesare Maestri. "La tragedia che più mi ha scioccato resta quella del Brentei", aveva scritto il Ragno delle Dolomiti nel libro "Finché la vita continua".

Già cinque anni fa, Giovanni Alberti, che era parte di quel gruppo, aveva deciso di onorare la memoria dei suoi amici: un lungo percorso a piedi da Piacenza. E' arrivato in vetta dopo 44 ore e da quell'iniziativa è scaturito anche un documentario, "Viaggio di ritorno", un lavoro al quale hanno collaborato anche i trentini Francesca Aprone e Marco Simonetti, oltre alle testimonianze dei superstiti e dei soccorritori intervenuti in condizioni proibitive.

E il 23 luglio scorso, Alberti ha percorso nuovamente, sempre a piedi e di corsa, i 210 chilometri che separano Piacenza e il Brentei. E' arrivato al rifugio Casinei sabato in tempo per partecipare, questa mattina (domenica 25 luglio), alla messa celebrata da don Giuseppe Lusignani, attuale parroco di Nostra Signora di Lourdes. Una commemorazione molto sentita dai familiari e dai sopravvissuti, così come dalla comunità trentina.

 

Quest'anno inoltre, in occasione del trentennale, la targa è stata sostituita. A portarla Gruppo sportivo polizia locale del piacentino per mantenere vivi il ricordo e la memoria di quella tragedia.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 19 agosto | 16:15
L'allerta parte da questa notte, alle 0.00 fino alle 24 di venerdì e riguarda tutto il Trentino
Cronaca
| 19 agosto | 16:15
L'allerta parte da questa notte, alle 0.00 fino alle 24 di venerdì e riguarda tutto il Trentino
Cronaca
| 19 agosto | 15:21
La ragazza è uscita dalla propria abitazione di Rezzato senza farvi successivamente ritorno. Non si esclude che la ragazza possa aver raggiunto la [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato