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| 12 lug 2021 | 20:18

A Ronzo-Chienis la chiesa è vicina a crollare, il sindaco: ''Non abbiamo le risorse per consolidare un edificio storico della valle''

La chiesa di San Michele Arcangelo è sempre più instabile e le misure di sicurezza sono state ulteriormente estese. Il sindaco di Ronzo-Chienis, Gianni Carotta: "Un intervento sommario per evitare il crollo richiede almeno 50 mila euro, si sale a 300 mila euro per la consolidazione dei muri perimetrali e non parliamo nemmeno delle opere di restauro interne"

RONZO-CHIENIS. "Siamo preoccupati per la situazione ma purtroppo non ci sono soluzioni immediate". Queste le parole di Gianni Carotta, sindaco di Ronzo-Chienis. La chiesa di San Michele Arcangelo in val di Gresta è sempre più instabile e le misure di sicurezza sono state ulteriormente estese negli ultimi giorni. "Un intervento sommario per evitare il crollo richiede almeno 50 mila euro, si sale a 300 mila euro per la consolidazione dei muri perimetrali e non parliamo nemmeno delle opere di restauro interne".

Nel 2011 era stato disposto il divieto di transito pedonale tra via Teatro e l'incrocio con la strada provinciale, ora l'amministrazione ha pubblicato un'ordinanza per ribadire le misure e allargare il divieto di sosta e fermata anche per alcuni stalli a servizio della Famiglia cooperativa. Sono state posizionate anche alcune barriere per ragioni di sicurezza.

 

"Una trentina di anni fa - spiega Carotta - la chiesa è stata oggetto di un'operazione di acquisto da parte dell'allora amministrazione, mentre il campanile è rimasto proprietà della parrocchia. Purtroppo non sono mai state prese misure di mantenimento e la situazione si è ulteriormente deteriorata. Il nostro Comune è piccolo e non abbiamo a disposizione le risorse per un intervento risolutivo per la messa in sicurezza e per la riqualificazione dell'edificio".

L'arco santo è compromesso, le crepe lungo i muri perimetrali evidenti, la struttura è fortemente deteriorata e il campanile incrinato. Ci sono i problemi di staticità evidenziati dalla recente perizia che ha ulteriormente allarmato il Comune.

 

"La chiesa - evidenzia il primo cittadino di Ronzo Chienis - è chiusa da decenni, il suo recupero sarebbe importante perché parliamo di un edificio storico, tra i pochi esempi nella nostra zona. Una minima messa in sicurezza si aggira sui 50 mila euro, mentre sistemare la parte statica richiede invece almeno 300 mila euro. Non calcoliamo i lavori per il restauro degli affreschi, dei reperti archeologici e degli interni: intanto cerchiamo una soluzione per spostare il vecchio altare".

Intanto si è corsi ai ripari con ordinanze e barriere. "Purtroppo il Comune non dispone di fondi propri per intervenire. La Provincia ha dimostrato una certa disponibilità nell'aiutarci ma non conosciamo tempi e modi. C'è preoccupazione ma attualmente non ci sono soluzioni immediate", conclude Carotta.

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