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A San Pietro allestito l'albero di 113 anni abbattuto ad Andalo. Per la Pat comunicherà il valore delle foreste e del territorio, ma davvero?

C'è qualcosa di schizofrenico in quanto la Pat. Un albero sano abbattuto e trasportato con i camion a Roma dovrebbe comunicare il valore delle foreste al mondo. Zanotelli: ''L’Amministrazione provinciale sarà sempre in campo per valorizzare e preservare queste nostre fondamentali risorse naturali''. La speranza è che lo faccia il meno possibile se il risultato è quello di ucciderle queste risorse naturali come accaduto con l'albero di Andalo. Non si poteva dire, semplicemente, che è per il Natale?

Di Luca Pianesi - 08 dicembre 2021 - 17:10

ROMA. Ventotto metri di altezza, 80 quintali di peso e 113 anni di età. L’abete rosso delle Dolomiti proveniente da Andalo illuminerà a partire da venerdì alle 17 Piazza San Pietro, dove è stato installato negli scorsi giorni. Un onore per alcuni, una vergogna per altri che hanno protestato per il taglio di questo straordinario albero che è sopravvissuto per oltre un secolo, a due guerre mondiali e a Vaia ma non al Natale 2021.

 

Favorevoli o contrari, i fatti sono che la piazza più famosa della comunità cattolica mondiale, venerdì vedrà intervenire le assessore Stefania Segnana e Giulia Zanotelli in rappresentanza della Provincia autonoma di Trento, oltre all’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi e al sindaco di Andalo Alberto Perli, che guiderà la delegazione dei 40 volontari del borgo dell’Altopiano della Paganella, autori delle particolari sfere in legno che decorano l’albero di Natale, nell’ambito di un progetto di solidarietà in favore dei piccoli pazienti seguiti dall’Associazione Genitori Oncologia pediatrica Onlus, con sede presso l’Ospedale Gemelli di Roma.

 

Lo stesso giorno, in mattinata, il gruppo proveniente dal Trentino, composto complessivamente da quasi 200 persone, sarà ricevuto in udienza da papa Francesco. L’abete delle Dolomiti sarà esposto fino a domenica 9 gennaio 2022, accanto al Presepe artistico proveniente dalla Regione Huancavelica del Perù e formato da statue che ritraggono uno spaccato di vita degli abitanti delle Ande.

 

E’ un grande onore per il Comune di Andalo donare uno dei suoi abeti per illuminare Piazza San Pietro” ha osservato il sindaco Perli, nel corso della presentazione dell’iniziativa in diretta Facebook nell’ambito della maratona vaccinale.

 

 

La Pat comunica quindi che ''per l’Altopiano della Paganella si tratta di una grande opportunità per comunicare il valore delle foreste e del territorio da cui proviene l’albero, affiancandolo ad un progetto di solidarietà che da tempo unisce Andalo con l’Associazione Genitori Oncologia Pediatrica (Agop): la comunità locale offre infatti dei momenti di felicità ai ragazzi e alle loro famiglie presso il Centro sportivo del paese''. Un messaggio, questo, difficilmente condivisibile visto che non si capisce perché un albero abbattuto di fresco per fare da ''reggi'' luminarie, per poche settimane di Natale, debba trasmettere il valore delle foreste e del territorio. Semmai lo avrebbero trasmesso decidendo pubblicamente di non consegnare l'albero lasciandolo nella foresta e sul territorio.

 

 

 

Ma è Natale e siamo tutti più buoni. Un grazie sincero, allora, è stato espresso dall’assessora Stefania Segnana per l’impegno dei volontari: “Avete messo a disposizione il vostro tempo in favore delle persone più fragili e lo avete fatto con entusiasmo e un grande spirito di gruppo. Questa iniziativa rafforza il legame tra il Trentino e l’Associazione Oncologia pediatrica Onlus, che ha sviluppato da tempo un legame particolare con la Provincia, nell’ambito dell’utilizzo del Centro di Protonterapia di Trento”. L’assessora provinciale alle foreste ha messo invece in luce il valore dei boschi del Trentino, esaltato a livello internazionale dallo splendido abete di Andalo: “I boschi sono i custodi delle nostre tradizioni e storie più antiche, patrimonio collettivo della comunità trentina. Siamo lieti di condividere con i tanti fedeli e turisti che animeranno durante le festività natalizie Piazza San Pietro un simbolo di speranza, di sguardo rivolto verso l’alto e ad un futuro di rinascita. L’Amministrazione provinciale sarà sempre in campo per valorizzare e preservare queste nostre fondamentali risorse naturali”. La speranza è che lo faccia il meno possibile se il risultato è quello di ucciderle queste risorse naturali come accaduto con l'albero di Andalo. 

 

 

 

Gli addobbi che caratterizzano l’albero in Vaticano sono costituiti da una serie di sfere realizzate a mano, alcune contenenti trucioli del legno delle Dolomiti, che dovrebbero rappresentare il respiro delle foreste, della natura, verso la comunità mondiale. A realizzarle sono stati i circa 40 volontari – appartenenti in particolare al Circolo anziani “Bella età” - del paese che hanno messo a disposizione entusiasmo e competenze per questa iniziativa. I ragazzi dell’Istituto scolastico di Andalo hanno preparato invece alcuni messaggi sulla natura da inserire all’interno delle sfere, così da trasmettere ad una cinquantina di ragazzi di Agop una serie di pensieri inseriti in queste “bolle della natura”. 

 

Anche i piccoli della scuola dell'infanzia di Andalo hanno realizzato un libro illustrato, da donare ai loro coetanei di Agop per rafforzare ancora di più questo legame tra l'associazione e le famiglie di Andalo. Al termine dell’esposizione, l’albero verrà rimosso per essere recuperato e trasformato in piccoli oggetti in legno, alberelli, stelle, cuori, da donare ai ragazzi di Agop o messi a disposizione, assieme agli addobbi recuperati, per una gara di solidarietà o un’asta di beneficenza.

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