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Trento
09 novembre | 20:19

No all'abete della val di Ledro in piazza San Pietro per Natale. Due comitati diffidano il comune: "Contro la legge abbatterlo e sarebbe un grave danno d'immagine"

Tramite la propria legale, il "Comitato Quaranta e tremilioni" e il "Comitato per la Legalità e la Trasparenza del Trentino Alto Adige" hanno infatti inviato formale diffida al comune di Ledro per impedire l'abbattimento anche di una sola conifera. "Il taglio in bosco di conifere da destinare ad alberi di Natale è ammesso durante i mesi di novembre e dicembre di ogni anno nei soli popolamenti assoggettabili a sfolli o diradamenti" scrivono

No all'abete della val di Ledro in piazza San Pietro per Natale

LEDRO. Il taglio di un abete rosso in val di Ledro per destinarlo a piazza San Pietro, a Città del Vaticano, in occasione del prossimo Natale? Non se ne parla. E arriva anche la diffida.

 

Tramite la propria legale, il "Comitato Quaranta e tremilioni" e il "Comitato per la Legalità e la Trasparenza del Trentino Alto Adige" hanno infatti inviato formale diffida al comune di Ledro per impedire l'abbattimento anche di una sola conifera.

 

La vicenda è nota: in estate era stato annunciato che un abete rosso alto 29 metri sarebbe stato trasferito dalla val di Ledro a Roma da posizionare in piazza San Pietro in occasione del prossimo Natale e, assieme a questo, sarebbero stati trasportati altri alberi di dimensioni più contenute, decorati da associazioni e cittadini ledrensi, dell'Alto Garda e delle città gemellate, per allestire uffici, strade e palazzi della Santa Sede (QUI ARTICOLO).

 

L'associazione "Bearsandothers" aveva, a quel punto, lanciato una petizione sul sito Change.org (che, ad oggi, ha raccolto oltre 39mila sottoscrizioni), nella quale si fa riferimento a ben 40 abeti che, secondo la realtà animalista, verrebbero tagliati nei boschi della val di Ledro per gli addobbi natalizi in Vaticano. 

 

A stretto giro di posta era arrivata la risposta del comune di Ledro (QUI ARTICOLO), che aveva specificato come la petizione contenesse parecchie inesattezze, a cominciare dal fatto che solamente 1 abete sarebbe stato tagliato, quello scelto per adornare piazza San Pietro.

 

“Il testo appare suggestivo - scriveva il Comune nella nota ufficiale -, ma le imprecisioni non mancano. Vero che 40 alberi andranno verso il Vaticano ma, attenzione, solo 1 sarà tagliato nei boschi della Val di Ledro e si tratterà dell'abete rosso, alto 29 metri, che è stato selezionato per adornare piazza San Pietro. E gli altri 39? Verranno acquistati da vivai specializzati, perché la Santa sede aveva manifestato, fin dall'inizio, di prediligere gli abeti normanni, adatti agli interni perché non perdono gli aghi e minuti di un'altra particolare caratteristica: a Ledro non crescono (costo totale circa 6mila euro)”.

 

Ebbene, petizione a parte, i due Comitati hanno diffidato il comune a tagliare anche un solo abete. Quello gigantesco che dovrebbe essere posizionato proprio al centro di una delle piazze più celebri al mondo.

 

"Ai sensi dell'articolo 13 del Dpp 14 aprile 2001 n. 8-86/Legge Provinciale 23 maggio 2007 numero 11 - si legge nel documento redatto dall'avvocatessa Gloria Canestrini - il taglio in bosco di conifere da destinare ad alberi di Natale è ammesso durante i mesi di novembre e dicembre di ogni anno nei soli popolamenti assoggettabili a sfolli o diradamenti. Nel ricordare che a tal fine la struttura provinciale competente in materia di foreste, deve provvedere anticipatamente all'uopo, apponendo appositi sigilli sui fusti degli alberi da prelevarsi nelle sole zone consentite, individuate nei piani forestali e montani in apposito elenco trasmesso anche alle strutture provinciali preposte alla tutela paesaggistica, non risulta che a tutt'oggi ciò sia stato fatto, né che sussistano indicazioni della/e particella/e fondiaria/e indicata/e dal Comune di Ledro o dalla Provincia di Trento quali aree di popolamento ove vengano permessi ex lege gli sfolli o i diradamenti in parola".

 

Poi, di seguito, la motivazione alla diffida: il taglio anche di un solo abete, secondo i due Comitati, rappresenterebbe un grave danno per l'intera comunità di Ledro, sia per la distruzione di un bene appartenente al patrimonio comune che a livello d'immagine.

"Qualora i suddetti tagli dovessero essere eseguiti al di fuori delle prescrizioni normative - prosegue la nota -, si configurerebbe un danno a carico dell'intera Comunità di Ledro, sia per l'ingiustificata, tardiva e arbitraria distruzione di un patrimonio comune (oltre alla lesione, se sussistenti, di eventuali diritti di proprietà) sia di immagine, laddove il territorio di Ledro emergerebbe alle cronache come zona ove si perpetrano gravi danni ecologici e culturali (spesso si dimentica che con gli alberi scompare anche un prezioso patrimonio culturale). A maggior ragione, qualora si tratti di alberi monumentali di 20-30 metri di altezza, custodi di memorie storiche in quanto posti al confine di quello che fu l'impero Asburgico meridionale, testimoni di fatti d'arme del 1700, come ricorda la stele degli Sizzeri di Ledro contro Vendome, posta a 50 metri di distanza da uno degli abeti asseritamente individuati per il taglio. Ciò premesso, secondo le finalità Statutarie dei Comitati miei mandanti, invio la presente diffida, da intendersi anche quale istanza di revoca in autotutela di eventuali delibere già assunte in materia, nonché quale istanza di accesso ai documenti amministrativi ex art.22 L. 241/90 (atteso il diniego da parte del Sindaco a fornire concrete indicazioni circa l'ubicazione del/degli albero/i destinato/i al taglio/i)".

 

 

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