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| 11 dic 2024 | 11:18

“Abete a Roma, contro di noi fake news e insulti da chi non sa di cosa parla”. Il sindaco di Ledro tuona: “È ora di rispondere a chi ha tentato di rovinare la nostra festa”

Il sindaco di Ledro Renato Girardi risponde alle polemiche dei giorni che hanno preceduto l'accensione del grande abete della Val di Ledro in Vaticano per le festività: "Non ci siamo fatti intimidire ma siamo profondamente offesi: i miei concittadini si sono dimostrati straordinari e dignitosamente superiori alle provocazioni. Cari ambientalisti, vi invito a riflettere e a venirci a trovare, a scoprire la nostra terra, il suo rapporto con la natura e coi boschi"

“Abete a Roma, contro di noi fake news e insulti da chi non sa di cosa parla”
di Redazione

TRENTO. Un comunicato stampa carico di emozione e anche di rabbia, una lettera che vuole puntualizzare e ribadire la posizione del Comune di Ledro contro quelle che vengono dipinte come "fake news" del "club del comodino", che ha "tentato di rovinare la nostra festa": non le manda a dire insomma il sindaco di Ledro Renato Girardi, di rientro dal fine settimana di Roma in cui in piazza San Pietro è stato acceso con le sue luci natalizie l'ormai celeberrimo abete proveniente dalla Val di Ledro. 

 

Di seguito la versione integrale del testo firmato dal sindaco Girardi. 

 

“Di ritorno dall’emozionante viaggio a Roma è ora di rispondere a chi ha tentato di rovinare la festa della comunità di Ledro. La tentazione sarebbe lasciar correre e far spegnere naturalmente i lampi di visibilità che queste persone si sono guadagnate denigrando un’iniziativa che si è svolta nel pieno rispetto dell’ambiente, ha portato oltre 600 persone in Vaticano per assistere alla cerimonia dell’accensione del nostro abete rosso e ne ha coinvolte migliaia che, tra le associazioni della vallata, quelle delle città vicine e quelle dei comuni gemellati, hanno preparato gli addobbi.

 

L’indignazione della comunità per gli attacchi e gli insulti subiti mi è giunta forte e chiara. Il fatto, poi, che l’ultimo esposto degli ambientalisti sia stato palesato proprio nel giorno dell’accensione dell’albero, manifesta una chiara e studiata volontà di visibilità personale: piano che in parte è riuscito, visto che nelle paginate giornalistiche dedicate alla festa, qualche trafiletto lo hanno ottenuto. Buon per loro.

 

L’impressione è che queste persone non sapessero letteralmente di cosa stavano parlando. Dopo i clic alla petizione online piena di “fake news”, nei boschi non si è visto nessuno. Durante il viaggio a Roma in molti hanno riso passandosi, da un cellulare all’altro, le immagini di “Mattino cinque” in cui un paio di questi attivisti hanno fornito risposte balbettanti al giornalista che chiedeva loro se preferivano che l’abete rosso di 29 metri diventasse un comodino. Quell’albero, comunque destinato al taglio, è stato visto dall’intero pianeta collegato in tv, sarà la nostra immagine globale per più di un mese e poi tornerà qui e sarà utilizzato per un concorso di scultura, divenendo dunque qualcosa di permanente e ancor più importante.

 

Per cui sono sicuro che anche l’ultimo esposto del “club del comodino” cadrà nel vuoto.

 

La scelta dell’albero è stata fatta secondo norma e sentiti i Corpi forestali. È gravissimo che si tenti di adombrare l’ipotesi di qualche illecito. Si tratta, in questo caso sì, di voler danneggiare l’immagine dell’ente e del territorio.

 

Sul tema delle spese, aggiungo che proprio a seguito delle dichiarazioni rilasciate a “Mattino cinque” le autorità hanno deciso di presidiare l’area del taglio, quella notte e il giorno seguente. Bisognava mantenere in sicurezza tutti, ambientalisti compresi. Questo ha comportato il costo del lavoro straordinario delle forze dell’ordine, a cui rinnovo il mio ringraziamento anche per tutto il freddo che hanno subito in quelle ore, mentre altri se ne stavano al calduccio davanti alle loro tastiere.

 

Mi soffermo su quella edizione di Mattino cinque, in cui l’avvocata Canestrini parla di un albero di 200 anni (in realtà ne ha 70) e racconta di “un albero monumentale, un simbolo, un personaggio, un feticcio, un punto di riferimento per il contesto storico paesaggistico e culturale […] un albero un po’ isolato, in una radura”: sembra dunque sapere con precisione di cosa parla, salvo poi ammettere che non sa quale sia l’albero.

 

Mi permetto poi di evidenziare che il signor Vescovi, che si mostra con la maglietta “Io boicotto il Trentino”, in Val di Ledro affitta alloggi ai turisti. Mi astengo dal commento, che lascio al lettore. Ma aggiungo un’informazione relativa al signor Vescovi, che ha recintato un intero bosco con pali di cemento e rete metallica alti due metri. Uno “spettacolo” che spero pochi turisti vedano nelle loro passeggiate.

 

La nostra comunità non si è fatta intimidire e ha tirato dritto per la sua strada ma è rimasta profondamente offesa. Eppure i miei concittadini si sono dimostrati straordinari e dignitosamente superiori alle provocazioni. Cari ambientalisti, vi invito a riflettere e a venirci a trovare, a scoprire la nostra terra, il suo rapporto con la natura e coi boschi. Perché l’odio e le proteste per partito preso possono offendere e danneggiare persone oneste, che sulle montagne vivono e lavorano tutto l’anno”.

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