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Agli arresti domiciliari, esce di notte per tentare una rapina ma durante la fuga perde i documenti. Arrestato un 29enne

Incriminato da un'impronta lasciata sul registratore di cassa e dalla carta precettiva nominativa persa durante la fuga, il colpevole è un 29enne

Di Laura Gaggioli - 20 febbraio 2021 - 16:18

SALORNO. E’ stato arrestato questa mattina il 29enne italiano di origine sinti, residente nella provincia di Bolzano, che lo scorso 19 gennaio aveva tentato una rapina in un bar a Trento nord, violando coprifuoco e libertà vigilata.

 

Il ventinovenne aveva l’obbligo di non uscire di casa tra le 22 e le 6 di mattina, ma nonostante questo, nella notte del 19 gennaio scorso, aveva deciso di introdursi furtivamente in un locale nella zona di Trento nord, davanti al parco di Canova. Un ladro un po' avventato e rumoroso, tanto da richiamare subito l'attenzione dei residenti del quartiere, che non hanno esitato a chiamare la polizia. All’arrivo delle forze dell'ordine, dopo aver messo a soqquadro l’intero bar alla ricerca di oggetti di valore, l’uomo però era riuscito a fuggire, facendo perdere le proprie tracce.

 

Fortunatamente il registratore di cassa era pressoché vuoto dato che il proprietario, durante la chiusura, aveva già svuotato l’incasso. Ma è proprio la cassa che ha fornito una delle prove incriminanti decisive. Gli investigatori della Squadra Mobile, con l’aiuto della squadra sopralluoghi della Polizia Scientifica, ispezionando accuratamente la scena del crimine, sono infatti riusciti a rilevare un’impronta sospetta sul registratore, alla quale è stato possibile abbinare il nome del ladro grazie alla “carta precettiva”, persa dallo stesso fuggitivo durante la fuga.

 

La carta precettiva è quel documento nominativo contenente tutte le prescrizioni a cui deve sottostare una persona che il giudice ha ritenuto socialmente pericolosa, stabilendo una serie di limitazioni alla libertà di circolazione, tra cui l’obbligo di permanerne nella propria abitazione tra le 22 e le 6 di mattina. Così, rintracciandone subito nome e cognome, e potendo abbinare l’impronta del registratore di cassa, per la Procura della Repubblica di Trento non c’è stato alcun dubbio, e questa mattina ha proceduto con l’arresto del colpevole nella sua abitazione, nel Comune di Salorno.

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