Anche se erano in carcere percepivano il Reddito di cittadinanza, in Regione sono decine i cittadini che ricevevano il sussidio senza averne diritto
Lo hanno scoperto le Fiamme gialle, che hanno portato avanti un'attività d'intelligence ad ampio raggio sul territorio tra Bolzano e Trento: 21 i 'furbetti' beccati in Alto Adige e 45 in Trentino. Tra i disonesti anche due soggetti che hanno percepito il reddito di cittadinanza mentre stavano scontando una condanna in carcere

TRENTO. Sono 66 in tutto i disonesti scoperti in Trentino Alto Adige dalla guardia di finanza mentre percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza: 21 i 'furbetti' beccati in Alto Adige e 45 in Trentino, in totale dovranno restituire 192mila euro (112mila in Trentino e 80mila in Alto Adige). A Trento due soggetti hanno addirittura ricevuto il reddito mentre stavano scontando una condanna in carcere. Le Fiamme gialle hanno portato alla luce le attività di decine di cittadini disonesti a seguito di un'attività di intelligence ad ampio raggio nel settore della spesa pubblica. Diversi i casi singolari individuati sul territorio provinciale dalla guardia di finanza.
A Trento, riportano le autorità, in 6 casi gli approfondimenti svolti hanno consentito di rilevare che i beneficiari, omettendo di indicare nella Dichiarazione sostitutiva unica i redditi correlati alle vincite conseguite con il gioco online per un totale di quasi 350mila euro di premi in denaro, hanno fornito informazioni non veritiere con riferimento alla loro posizione reddituale. In altri casi invece, le stesse vincite sono state conseguite nel periodo in cui il Reddito di cittadinanza veniva già percepito, ma non sono state comunicate all'Inps perché così i beneficiari avrebbero perso il diritto a ricevere il reddito.
In 5 casi, tutti riguardanti cittadini stranieri, il problema riscontrato dalle Fiamme gialle era la mancanza del requisito della residenza, tenuto conto che la legge prevede che il richiedente il sussidio debba essere residente in Italia da almeno 10 anni e che lo sia stato continuativamente negli ultimi 2. Altre 7 persone non hanno invece comunicato l'inizio di un'attività lavorativa e infine, tra coloro che hanno percepito indebitamente l’erogazione pubblica, figurano anche 3 soggetti che hanno omesso di comunicare la presenza, all’interno del proprio nucleo familiare, di persone detenute, circostanza quest’ultima che incide sui parametri normativi fissati per l’erogazione del reddito. Due soggetti poi hanno addirittura percepito il reddito di cittadinanza mentre stavano scontando una condanna in carcere.
Tutte problematiche riscontrate in diversi casi anche in Alto Adige, dove i cittadini che hanno avuto problemi con il requisito della residenza sono stati 14, tre invece i casi d'irregolarità che hanno riguardato l'omissione nella Dsu di informazioni reddituali importanti. In particolare sono emerse le posizioni di un residente a Bolzano, che non aveva indicato i redditi d'impresa percepiti dal figlio maggiorenne convivente, quella di un meranese, che non aveva indicato la disponibilità d'un immobile acquisito in eredità e, infine, quella di un soggetto che ha certificato falsamente di risiedere in un appartamento in affitto senza un valido contratto di locazione, percependo così indebitamente la quota di integrazione del reddito che spetta a coloro che vivono in affitto.
Altri tre cittadini non hanno poi comunicato l'inizio di un'attività lavorativa mentre una beneficiaria ha tenuto nascosto il suo matrimonio. Anche in Alto Adige, tra coloro che hanno percepito indebitamente il reddito, figurano tre persone che non avevano comunicato la presenza all'interno del proprio nucleo famigliare di soggetti in stato detentivo. I responsabili, concludono le Fiamme gialle, sono stati denunciati alle procure competenti.


















