Dichiarazioni false per ottenere i “buoni pasto Covid”: sanzionate più di 300 persone in Alto Adige
Le indagini sono state portate avanti dai carabinieri di Bolzano ed hanno riguardato il rilascio dei contributi economici “Buoni spesa Covid-19” elargiti in tutta Italia in favore dei cittadini in difficoltà economiche durante le fasi più intense della pandemia: i militari hanno accertato ben 182 richieste effettuate in mancanza dei requisiti previsti

BOLZANO. Percepivano i “buoni spesa Covid-19” senza averne diritto: sanzionate 304 persone in Provincia di Bolzano. Le indagini sono state portate avanti dai carabinieri del capoluogo altoatesino, in particolare dai militari della stazione di Sarentino, ed hanno riguardato il rilascio di contributi economici in favore di cittadini in difficoltà economiche durante le fasi più intense della pandemia, grazie allo stanziamento di ingenti somme di denaro in supporto d'imprese e singoli cittadini come “misure urgenti di solidarietà alimentare”.
Decine i militari dell'arma impegnati per alcuni mesi nelle verifiche su 1.350 persone richiedenti i buoni spesa e dei rispettivi nuclei familiari per accertare se gli interessati si trovassero realmente in gravi difficoltà economica. In tutto sono state ben 182 le richieste (poi evase dai comuni con la concessione dei benefici) effettuate in mancanza dei requisiti previsti, per una somma totale indebitamente percepita di 108mila euro, con il danno erariale conseguente.
Ai trasgressori è stata contestata la sanzione per “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato” per aver presentato dichiarazioni poi risultate false (mediante l'omissione nelle stesse di informazioni dovute)ed aver quindi ottenuto i contributi pubblici senza averne diritto. Contributi, dicono le forze dell'ordine, che potevano invece essere destinati a persone realmente bisognose di aiuto, perlopiù in un momento difficile come quello subito seguente al lockdown.
Sono state in tutto 304, come detto, le persone sanzionate, e si prevede quindi l'entrata nelle casse dello Stato di 324mila euro, 40mila dei quali sono stati già versati. Le principali anomalie rilevate hanno riguardato richieste presentate da persone che già percepivano prestazioni sociali agevolate, come l'indennità di disoccupazione o di cassa integrazione, false dichiarazioni circa il reddito netto percepito o domande nelle quali il numero di componenti del nucleo familiare risultava difforme dalla realtà. Dopo aver controllato i comuni circostanti il capoluogo, ora i carabinieri estenderanno gli accertamenti a tutti i comuni della Provincia.


















