Riceve il ''Reddito di cittadinanza'' ma aveva parecchie case sulle colline toscane. Scovato dalla finanza
Sono in tutto 35 le persone individuate dalla Finanza di Belluno come indebiti percettori del Reddito di cittadinanza. In tutto sono stati recuperati 100 mila euro

BELLUNO. Tra chi si è “dimenticato” di dichiarare alcune proprie proprietà sulle colline toscane a chi, invece, si è scordato di comunicare il termine di disoccupazione peraltro scaduto da anni. Sono in tutto 35 i soggetti bellunesi risultati indebiti percettori del “Reddito di cittadinanza” e scovati dalla Guardia di Finanza che è riuscita a recuperare oltre 100 mila euro.
Questa misura di welfare spetta in presenza di determinati requisiti, autocertificati dal richiedente e rivolti a dimostrare non solo la propria condizione di difficoltà economico-reddituale, ma anche quella dei componenti il nucleo familiare di appartenenza: il diritto a tale provvidenza subisce quindi una contrazione al verificarsi di eventi che non ne legittimano più la concessione in relazione a sopravvenute circostanze.
La serrata procedura di screening ha così consentito l’individuazione sul territorio provinciale di 35 posizioni per le quali erano state fornite autodichiarazioni non veritiere, in relazione sia all’effettiva condizione di difficoltà reddituale e lavorativa che al requisito della residenza nel territorio nazionale da almeno 10 anni, in riferimento ai diversi soggetti di nazionalità straniera.
Tra i casi più curiosi ed eclatanti scovati dai finanzieri si possono annoverare cittadini che hanno “dimenticato” di dichiarare il termine dello stato di disoccupazione, peraltro scaduto da anni, e l’inizio di nuovi rapporti lavorativi retribuiti, oppure l’indicazione di nuclei familiari largamente più numerosi al solo fine di accedere alle fasce di contributo più elevate e vantaggiose, nonché dichiarazioni mendaci rispetto all’effettività della convivenza familiare mentre il coniuge era risultato addirittura risiedere all’estero.
Non da ultimi, l’abitante dell’alto Cadore che “scordava” di indicare le diverse proprietà immobiliari possedute sulle colline toscane ai fini dell’accesso al contributo e la cittadina straniera che, sebbene ospite di una struttura di accoglienza in attesa delle procedure relative all’ottenimento di asilo politico, pur conoscendo a malapena la lingua italiana, procedeva autonomamente alla compilazione ed all’inoltro on-line della domanda, inserendo dichiarazioni non veritiere ed attestando la propria residenza sul territorio nazionale.
I nominativi sono stati così deferiti alla locale Autorità Giudiziaria per indebita percezione del “Reddito di Cittadinanza”, nonché segnalati contestualmente all’Inps ai fini dell’immediata revoca del beneficio e del recupero di quanto già erogato, pari ad oltre 100 mila euro.
Parallelamente, le attività di monitoraggio preventivo poste in essere sull’intera platea dei richiedenti hanno altresì permesso l’interruzione delle procedure di assegnazione del contributo per un totale complessivo pari a quasi 40 mila euro.













