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| 12 lug 2022 | 11:14

Furbetti delle seconde case, finti residenti in montagna per non pagare l'Imis. Dalla Val di Fiemme alle Valli di Cembra e Fassa, nei guai oltre 140 persone

L'operazione della Tenenza della Guardia di finanza di Cavalese che ha individuato oltre 140 persone che, per non pagare l'Imis sulle abitazioni acquistate, avevano fittiziamente trasferito la loro residenza in montagna, disgiungendola da quella del restante nucleo famigliare dimorante e residente nelle città di origine

TRENTO. Erano formalmente residenti nella loro case di montagna, ma in realtà vi dimoravano esclusivamente per turismo, nei periodi natalizio e pasquale, per la settimana bianca e in estate.

 

Questo l’identikit delle oltre 140 persone individuate dalla Tenenza della Guardia di finanza di Cavalese che, per non pagare l'Imis sulle abitazioni acquistate, avevano fittiziamente trasferito la loro residenza in montagna, disgiungendola da quella del restante nucleo famigliare dimorante e residente nelle città di origine. 

 

Questo malcostume, nel solo periodo 2017 – 2021, considerato che nella maggior parte dei casi riguarda immobili di pregio, ha generato un ammanco di entrate, per i 18 Comuni ubicati nella circoscrizione della Tenenza di Cavalese, superiore ai 550 mila euro, ai quali andranno addizionate le sanzioni dovute a causa dell’omesso versamento dell’imposta, pari al 30%.

 

La maggior parte degli episodi rilevati, collegati al numero prevalente di seconde case, si è registrato in val di Fiemme, ma anche nelle limitrofe valli di Cembra e Fassa.

 

I laboriosi accertamenti posti in essere dai finanzieri della Tenenza di Cavalese sui circa 2.500 nominativi forniti dai singoli Comuni, hanno ricostruito i legami famigliari, le proprietà immobiliari su tutto il territorio nazionale, la localizzazione e tipologia dell’attività lavorativa, i consumi energetici e perfino la periodicità degli smaltimenti dei rifiuti domestici dei potenziali evasori Imis. In aggiunta, la collaborazione con le Polizie Municipali ha consentito di riscontrare la prolungata assenza dei turisti nelle abitazioni di residenza, soprattutto, nei periodi di cosiddetta “fuori stagione”.

La catalogazione e l’elaborazione delle informazioni raccolte, anche con il fattivo supporto degli uffici Anagrafe e Tributi dei Comuni interessati, ha consentito di individuare oltre 140 immobili nelle valli di Fiemme, Fassa e Cembra dichiarati dai proprietari come abitazione di residenza ma, in realtà, utilizzati per finalità principalmente turistiche, sui quali non veniva assolta l’Imposta Municipale Semplice. Tale condotta, nella maggior parte dei casi rilevati, permetteva di non pagare l’imposta municipale sugli immobili, oltre che nel comune di ubicazione della seconda casa, anche con riferimento all’immobile di reale dimora della famiglia producendo, quindi, una fraudolenta doppia esenzione in capo al medesimo nucleo familiare.

 

Nella maggior parte dei casi l’acquisizione della residenza di uno dei coniugi nella seconda casa va fatto risalire al periodo di acquisto dell’immobile, in altri, è stato adottato addirittura da più componenti dello stesso nucleo famigliare con riferimento a più appartamenti. In tre casi l’appartamento in montagna risultava godere di agevolazione collegate al comodato concesso ai figli i quali, in realtà, risiedevano da anni all’estero.

 

In alcuni casi, il mancato utilizzo dell’appartamento di montagna come dimora abituale del proprietario, è risultato confermato dalla scoperta che l’abitazione era pubblicizzata nel mercato online degli affitti turistici. Evidentemente, in questi casi, i canoni di locazione percepiti, quantificati, nel periodo 2016 – 2020, in 100 mila euro non sono stati inseriti nella dichiarazione dei redditi dei proprietari degli immobili.

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