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Caso Pedri, la Commissione chiede il licenziamento di Tateo. L'avvocato dell'ex primario: ''Perplessi, procedimenti non corretti''

Si profilerebbe la strada del licenziamento per l'ex primario Tateo. Il procedimento disciplinare con l'audizione di un centinaio di operatori sanitari era partito dopo le indagini sulla scomparsa della ginecologa Sara Pedri. L'avvocato punta il dito anche sulla Commissione di Garanzia: "La legge  prevede che questa commissione sia nominata subito e che operi senza sapere sui casi in relazione ai quali poi dovrà pronunciarsi. Qui la Provincia, spiace dirlo, sta seguendo un criterio inverso, prima fa la contestazione e poi costituisce la Commissione di garanzia appositamente. Non è corretto"

Di Giuseppe Fin - 03 September 2021 - 19:11

TRENTO. “Dall'azienda sanitaria ci aspettavamo che ci dicessero qualcosa in merito agli elementi di difesa che abbiamo presentato in questi mesi. Invece l'unica cosa che ci è stata comunicata è quella di rivolgerci al Comitato dei garanti e questo perché si va verso il licenziamento”. Sono queste le parole dell'avvocato Vincenzo Ferrante, legale dell'ex primario di ginecologia del Santa Chiara, Saverio Tateo, in merito al caso Sara Pedri. 

 

La decisione è stata fatta conoscere in queste ore dopo una lunga indagine interna che ha visto decine e decine di testimonianze raccolte e dopo la scelta dell'Apss di trasferire il primario Tateo a Pergine. Ora la decisione della commissione disciplinare dell'Azienda sanitaria trentina, presieduta dal dottor Antonio Ferro

 

Rimaniamo perplessi” spiega l'avvocato Ferrante che ricostruisce quello che è successo in questi mesi. “Noi abbiamo avuto un'audizione a metà agosto – spiega l'avvocato – che rispondeva a una contestazione dei mesi scorsi e ci aspettavamo, a fronte delle nostre repliche, che ci dicessero qualcosa. Come legali abbiamo replicato che la dottoressa Pedri non aveva nessun motivo di rancore e non aveva imputato al dottor Tateo alcunché. C'erano altre contestazioni che erano gran parte riferite a un episodio avvenuto negli anni passati ma sul quale era già stata fatta pienamente luce e quindi non aveva nemmeno senso tirarlo in ballo. Sulle varie circostanze noi siamo scesi spesso nel dettaglio dimostrando che si trattava di voci e queste non hanno alcun valore probatorio”.

 

Una difesa, quella messa in campo, per la quale i legali di Tateo attendevano una risposta ben diversa da quella arrivata in queste ore. “Ci aspettavamo – spiega Ferrante – quanto meno di sentire le ragioni per cui l'azienda sembrava ritenere inutile l'attività di difesa e invece l'unica risposta è stata: andate dai garanti perché si profila la strada del licenziamento. Noi invece riteniamo di aver smontato le varie contestazioni che ci sono state e rimaniamo anche un po' perplessi che questa commissione sia effettivamente di garanzia”. 

 

LA COMMISSIONE DI GARANZIA
Da parte dei legali di Tateo si punta il dito anche nei confronti di questa commissione. “La legge – spiega Ferrante – prevede che la Commissione di garanzia sia nominata subito. E che operi senza sapere sui casi in relazione ai quali poi dovrà pronunciarsi. Qui la Provincia, spiace dirlo, sta seguendo un criterio inverso, prima fa la contestazione e poi costituisce la Commissione di garanzia appositamente. Questo procedimento non ci sembra corretto”.

 

E l'avvocato precisa ancora: “Non spetta a noi provare la nostra innocenza, è l'azienda che deve dimostrare che esistono fatti gravi che portano alla non prosecuzione del rapporto di lavoro di Tateo e lo deve fare in maniera puntuale”. 

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