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| 13 lug 2021 | 10:21

“Chico in Italia”, il Pirellone si illumina per sollecitare il trasferimento di Forti ancora recluso negli Stati Uniti

La Regione Lombardia ha accolto la richiesta proveniente dallo zio del 62enne trentino recluso da oltre vent’anni negli Stati Uniti acconsentendo a illuminare il Pirellone con un messaggio eloquente: “Chico in Italia”

“Chico in Italia”, il Pirellone si illumina per sollecitare il trasferimento di Forti ancora recluso negli Stati Uniti
di T.G.

TRENTO. Era il 23 dicembre 2020 quando il ministro degli Esteri Luigi Di Maio aveva annunciato il rientro in Italia di Chico Forti, detenuto negli Stati Uniti perché ritenuto colpevole di omicidio. Un’accusa da sempre respinta dallo stesso Forti e dalla sua famiglia che hanno contestato con forza la ricostruzione, di certo non priva di contraddizioni, del tribunale americano.

 

 

Dopo una battaglia durata oltre vent’anni pareva essersi aperto uno spiraglio. Eppure, dall’annuncio del ministro degli Esteri la situazione, dopo l’iniziale entusiasmo, si è impantanata nella burocrazia. Stando alle ultime informazioni fornite da Di Maio, alla fine di marzo, Forti è stato spostato in un carcere dove si trovano i detenuti in attesa di trasferimento. “Stiamo aspettando gli ultimi documenti amministrativi americani per poter procedere alle operazioni di trasferimento. Ci sono tutti i segnali affinché presto ci sia la buona notizia”, aveva affermato il ministro degli Esteri.

 

Nel frattempo, come ricorda l’assessore trentino Mirko Bisesti, la Regione Lombardia ha accolto la richiesta proveniente dallo zio di Chico, Gianni, acconsentendo a illuminare il Pirellone con un messaggio dedicato a Forti. La scritta è eloquente: “Chico in Italia”, un’affermazione che i famigliari e i sostenitori del 62enne trentino sperano possa concretizzarsi presto.

 

È una solidarietà trasversale quella nei confronti di Chico Forti – si legge in nel comunicato diffuso per l’occasione – quello di Regione Lombardia è un piccolo gesto per dimostrare, anche a livello istituzionale, la vicinanza di ognuno di noi nei confronti di Chico e di quello che da vent’anni sta attraversando, un gesto che al contempo vuole essere un grido di allarme affinché questa vicenda possa concludersi in tempi brevi e nel miglior modo possibile”.

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