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Chiusura de Il Trentino, i sindacati ad Athesia. "Esistono gli imprenditori che costruiscono e quelli che distruggono. Voi cosa siete?"

Giovedì 28 gennaio i sindacati incontreranno la proprietà di Athesia e la Sie per discutere del futuro dei lavoratori de Il Trentino, lo storico giornale di via Sanseverino chiuso di punto in bianco lo scorso 15 gennaio. "In Italia esistono gli Olivetti e gli imprenditori che distruggono. A voi la scelta di stare in una o nell'altra categoria"

Di Davide Leveghi - 25 January 2021 - 17:09

TRENTO. “Costruttori o distruttori, questa è la scelta”. Non vedono alternative, Cgil, Cisl, Uil, Acli, Anpi e Arci provinciali. In una lettera aperta all'editore Michl Ebner e al consiglio d'amministrazione della Sie, la Società iniziative editoriali, sindacati ed associazioni in questione intravedono questo bivio per la giornata di giovedì 28 gennaio. In quella data, infatti, le parti in causa si troveranno per discutere la sorte dei giornalisti del Trentino, 18 professionisti assunti e svariate decine di collaboratori.

 

La chiusura è stata annunciata lo scorso 15 gennaio, “non sostenibilità del ramo aziendale” è la ragione data dal consiglio d'amministrazione (QUI l'articolo). La situazione, nondimeno, ha da subito mostrato una piega decisamente inquietante, considerando le modalità con cui si è comunicata ai lavoratori la fine dell'esperienza al Trentino e la consegna della gestione del sito, unico elemento che ancora porta la testata del giornale nato 75 anni fa, ai giornalisti de l'Adige, altro giornale di proprietà di Ebner ma fino a ieri principale concorrente del Trentino. Gli abbonati del giornale di via Sansaverino, tra le altre cose, si sono visti pure convertire l'abbonamento con quello del quotidiano di via Missione Africane (QUI l'articolo).

 

Qui di seguito pubblichiamo la lettera aperta, firmata appunto da Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl), Walter Alotti (Uil), Luca Oliver (Acli), Enrico Paissan (Anpi) e Andrea La Malfa (Arci).

 

La storia del nostro Paese ci ha insegnato che esistono due categorie di imprenditori: quelli che costruiscono e quelli che distruggono. Quelli che creano valore per la propria azienda e per la società e quelli che, al contrario, privatizzano i profitti e socializzano le perdite. Ci sono insomma gli Olivetti e quelli per cui il capitale umano, l’identità e la storia di un’impresa (in questo caso, un’impresa particolare com’è un giornale) sono null’altro che circostanze minute e trascurabili. Crediamo che la proposta che giovedì 28 gennaio i rappresentanti della Sie porteranno al tavolo della trattativa con il sindacato e i lavoratori del Trentino definirà senza equivoci da quale parte intende collocarsi la lunga storia imprenditoriale del gruppo Athesia e quella della Sie, che di Athesia è parte integrante. Costruttori o distruttori: è questa la scelta.

 

Tagliare, licenziare (perché cassa integrazione a zero ore significa licenziamento), cancellare 75 anni di storia del giornale Trentino è sicuramente la decisione più facile che si potesse adottare. Ma è anche la decisione più pigra, meno lungimirante, più freddamente ragionieristica di fronte a un ventaglio di possibilità che, in un gruppo che vanta oltre mille addetti, potevano e dovevano essere vagliate e costruite, come del resto era stato più volte assicurato alla redazione del Trentino, sia in documenti ufficiali, sia verbalmente, dal presidente e da autorevoli esponenti del consiglio d’amministrazione Sie.

 

Ad esempio, nel mondo tedesco, a cui Athesia è culturalmente vicina, è stata sperimentata già da numerose aziende la settimana corta. Con la benedizione del ministro del Lavoro tedesco Hubertus Heil, gruppi come Bosch, Zf Friedrichshafen e Daimler hanno concluso accordi per ridurre l’orario di lavoro e salvaguardare l’occupazione. In un settore come quello dei giornali, in cui si lavora su sette giorni, l’operazione sarebbe anche più agevole e avrebbe la conseguenza, non secondaria, di migliorare la qualità della vita dei lavoratori.

 

Ma l’argomento più importante è di un altro tipo: l’editoria europea di successo ci ha dimostrato che la logica difensiva dei tagli alla lunga si rivela miope e controproducente. L’informazione ha bisogno di investimenti, di piani editoriali innovativi, che sappiano far fruttare il digitale: l’esempio di Le Monde, il secondo quotidiano francese, che deve la sua solidità economica alla crescita degli abbonamenti, soprattutto digitali, dovrebbe indicare una strada che è sicuramente difficile e tuttavia è praticabile. Esistono ancora giornali e siti d’informazione (aperti 24 ore su 24), capaci di fidelizzare i lettori con una lettura della realtà scrupolosa e approfondita. Ma di sicuro non si fanno senza giornalisti: il sito internet del Trentino senza giornalisti è un contenitore vuoto, che fa rimbalzare in home page curiosità stantie, amenità ininfluenti, fatti già raccontati da altri mille siti internet. Un sito internet senza giornalisti non dà notizie e non fa informazione libera, curiosa, scomoda.

 

In questi anni di tagli continui al personale, si sta perdendo l’essenza di questo lavoro, che è quella di raccontare il mondo anche nei suoi anfratti più nascosti e nelle sue asperità. Solo in questo modo il giornale risponde alla sua responsabilità precipua, che è quella di essere un presidio della democrazia.

 

Auspichiamo che, giovedì prossimo, la proposta della Sie ai giornalisti del Trentino possa diventare un esempio positivo e indicare una strada da seguire non solo nel mondo editoriale, viste le difficoltà economiche che si prospettano a causa della congiuntura della pandemia. Crediamo che Athesia e Sie abbiano la forza e le capacità imprenditoriali per costruire un progetto lungimirante, che poggi le sue fondamenta non sul sacrificio occupazionale, ma sull’innovazione organizzativa, sulle idee e su nuovi contenuti editoriali.

 

Auspichiamo anche che la Provincia di Trento si faccia interprete della necessità di salvaguardare un patrimonio di competenze e professionalità per continuare a mantenere sul nostro territorio un sistema dell’informazione dinamico e di qualità, che solo un’ampia e diversificata offerta informativa può garantire. Per questa ragione sollecitiamo l’assessore Achille Spinelli ad attivarsi subito con l’editore perché vengano percorse tutte le strade possibili per arrivare ad una ripresa dell’attività, anche con la creazione di prodotti editoriali alternativi, e al mantenimento dell’occupazione tutelandone la professionalità”.

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