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| 09 mar 2021 | 19:59

Coronavirus, bufera in Upipa interviene l'Apsp di Mori: ''Dibattito che a tutto serve fuorché al benessere degli anziani''

La decisione di rinviare temporaneamente l’applicazione del nuovo protocollo è volta ad attendere ulteriori chiarimenti e si basa sulla speranza che ci sia la volontà di ricomporre il quadro, evitando confronti, dibattiti o addirittura conflitti, che rischiano solo di far perdere di vista l’obiettivo primario: il benessere degli anziani e delle loro famiglie 

di Redazione

MORI. Evitare un dibattito che a tutto serve fuorché al benessere degli anziani ma allo stesso tempo occorre considerare “Lo stato di salute psicologica e di conseguenza di salute in generale – dei nostri anziani chiede risposte”. Questa la posizione assunta dall'Apsp Benedetti di Mori a seguito con riferimento al dibattito che sta caratterizzando il mondo delle Apsp – Upipa.

 

Nelle scorse ore la presidente di Upipa, Francesca Parolari è stata sfiduciata dal Cda perché i componenti hanno giudicato negativamente la mancanza di comunicazione sul progetto di riapertura delle strutture ai famigliari. (QUI L'ARTICOLO)

 

Mori è tra le 5 Apsp che erano pronte a partire col nuovo protocollo per le visite e, oggi, il presidente Gianmario Gazzi ha incontrato dapprima il direttore Antonino La Grutta e, immediatamente dopo, il Cda, condividendo quanto dichiara di seguito.

 

“La priorità è tutelare i nostri anziani e i loro familiari ed è nostro preciso dovere dar voce a loro. Nelle nostre scelte, ci basiamo sugli assunti che ci vengono dalla scienza, primo fra tutti la capillarità della campagna vaccinale appena completata e la sua provata efficacia” viene spiegato in una nota da parte dell'Apsp.

 

A questo un secondo aspetto si aggiunge l’insorgere di un forte malessere psicologico degli anziani, tale da causarne un più marcato deperimento e infine un protocollo di accesso che tutela i residenti, i loro cari in visita e i professionisti in servizio.

 

“Sono tutti elementi - che ci spingono a considerare possibile, auspicabile e urgente una graduale riapertura della nostra struttura. Siamo pronti – spiega in una nota la struttura di Mori - a riprendere il dialogo con tutti i soggetti interessati e, nell’ottica di smorzare un dibattito che a tutto serve fuorché al benessere degli anziani, siamo pronti anche a una temporanea sospensione del nostro progetto di riapertura”.

 

La situazione, viene spiegato, non è quella di un anno fa: “Non lo è – ha spiegato Gazzi - perché ora abbiamo la copertura vaccinale e non lo è perché i nostri ospiti soffrono oltremodo l’assenza di contatto coi propri cari. Non attiveremo la stanza degli abbracci, che reputiamo non adeguata al benessere e alla qualità di vita che vogliamo offrire. Capiamo che, se non si fossero forzati i tempi, ora non assisteremmo a un dibattito che nulla giova agli anziani”.

 

La nostra decisione di rinviare temporaneamente l’applicazione del nuovo protocollo, spiega la struttura di Mori - va dunque intesa come volta ad attendere ulteriori chiarimenti e si basa sulla speranza che ci sia la volontà di ricomporre il quadro, evitando confronti, dibattiti o addirittura conflitti, che rischiano solo di farci perdere di vista l’obiettivo primario. Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte, assumendoci ognuno la propria parte di responsabilità”.

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