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| 19 feb 2021 | 16:47

Coronavirus, l’Rt del Trentino a 1.23 (il secondo più alto). L’Iss: “Scenario apparentemente stabile ma in tendenza al peggioramento”

Pubblicati i dati dell’ultimo monitoraggio dell’Iss, l’Rt Trentino (1.23) più alto di quello di Bolzano (1.16). Il Ministero della Salute: “Abbiamo rilevato incrementi di incidenza a livello regionale che possono denotare la presenza di focolai, probabilmente dovuti a nuove varianti”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. “Siamo di fronte a uno scenario apparentemente stabile ma in tendenza al peggioramento”, così il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, commenta i dati che provengono dall’ultimo monitoraggio settimanale sulla situazione del coronavirus. Ormai ci sono dieci regioni con un Rt sopra l’1: “Ciò significa che ogni persona che si infetta genere almeno un altro positivo”.

 

A preoccupare l’incidenza registrata in alcuni territori, fra questi c’è pure il Trentino che non a caso è stato inserito dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie in zona “rosso scuro”. L’incidenza a livello nazionale nella settimana di monitoraggio cresce rispetto alla settimana precedente e raggiunge 135,46 per 100.000 abitanti.

 

Abbiamo rilevato incrementi di incidenza a livello regionale che possono denotare la presenza di focolai, probabilmente dovuti a nuove varianti”, sottolinea Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione al Ministero della Salute. Per questo, secondo il Ministero della Salute, si deve agire rapidamente anche creando zone rosse mirate all’interno di Regioni che magari si trovano in zona gialla o arancione.

 


 

L’Rt medio a livello nazionale, calcolato sui casi sintomatici, è stato pari a 0,99 (range 0,95 – 1,07), in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende l’uno. Il Trentino invece registra il secondo Rt più alto (1.23) su base regionale, superato soltanto da quello del Molise (1.4). Gli altri territori con l’Rt superiore a 1 sono: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Bolzano (1.16), Toscana e Umbria.

 

Contestualmente peggiora anche la situazione negli ospedali che sia per quanto riguarda i normali reparti che le terapie intensive rischiano di tornare sopra le soglie di sicurezza. In questo senso Bolzano, Trento, Abruzzo e Umbria sono i territori più a rischio anche per i mesi a venire. Sia per l’Alto Adige che il Trentino la classificazione complessiva del rischio risulta “moderata ad alta probabilità di progressione”. Come conferma Brusaferro servirà un rafforzamento e un’intensificazione delle misure e degli interventi restrittivi che dovranno essere puntuali, soprattutto per contrastare la varianti e contenerne la diffusione.

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