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Coronavirus, rebus seconde case: il Dpcm non vieta di raggiungerle così scatta il via libera, anche per quelle fuori Regione

L’ultimo Dpcm non vieta espressamente di trasferirsi verso le seconde case e secondo fonti del Governo questo basta per garantire la possibilità di raggiungerle, anche quelle che si trovano fuori Regione. Eppure al numero verde vengono fornite risposte contraddittorie

Di T.G. - 16 gennaio 2021 - 19:05

TRENTO. Il verdetto è quasi unanime: anche con l’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm è possibile spostarsi verso le seconde case, anche quelle fuori Regione. Da quanto trapela fonti di palazzo Chigi avrebbero fatto sapere che, non essendo espressamente esclusa la possibilità, è lecito raggiungere la seconda casa. Infatti, l’ultimo Dpcm di gennaio non tratta la questione a differenza del decreto sulle festività natalizie.

 

Eppure la questione è dibattuta perché come riporta il Sole 24 Ore, provando a chiamare il numero verde che risponde alle domande dei cittadini sulle varie regole, viene detto che le seconde case fuori Regione non possono essere raggiunte. Resta da capire quale sarà l’interpretazione delle forze dell’ordine che, nei confronti di chi infrange le disposizioni dei Dpcm, possono erogare sanzioni che vanno dai 400 ai 1000 euro.

 

Ad ogni modo se si sia trattato di una svista o meno non è possibile saperlo, quel che è certo è che il Dpcm specifica che “è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione” senza escludere appunto le seconde case. Basta questo per stare tranquilli? Secondo fonti del Governo sì, ma forse per maggior cautela sarà meglio attendere l’aggiornamento delle Faq. Ovviamente resta vietato spostarsi verso altre Regioni per ogni altro tipo di spostamento che non sia legato a motivi di lavoro, di necessità, studio o salute.

 

Di seguito la spiegazione di cosa intende il Governo per residenza, domicilio o abitazione.

 

- Residenza. La residenza è definita giuridicamente come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. La residenza risulta dai registri anagrafici ed è quindi conoscibile in modo preciso e verificabile in ogni momento.

 

- Domicilio. Il domicilio è definito giuridicamente come il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Il domicilio può essere diverso dalla propria residenza.

 

- Abitazione. Il concetto di abitazione non ha una precisa definizione tecnico-giuridica. Ai fini dell’applicazione del dpcm, dunque, l’abitazione va individuata come il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità (quindi per periodi continuativi, anche se limitati, durante l’anno) o con abituale periodicità e frequenza (per esempio in alcuni giorni della settimana per motivi di lavoro, di studio o per altre esigenze), tuttavia sempre con esclusione delle seconde case utilizzate per le vacanze. Per fare un ulteriore esempio, le persone che per motivi di lavoro vivono in un luogo diverso da quello del proprio coniuge o partner, ma che si riuniscono ad esso con regolare frequenza e periodicità nella stessa abitazione, possono spostarsi per ricongiungersi nella stessa abitazione in cui sono soliti ritrovarsi.

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