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Da ''basta alla dittatura sanitaria'' a rivolgersi ai sanitari per farsi salvare. La primaria di Pneumologia: ''Tre pazienti Covid al giorno e il 95% non vaccinati''

Lo sfogo sui social della primaria di Cittadella è stato pubblicato da varie testate nazionali e ricorda a tutti quanto per la scelta di alcune persone altre ne pagano le conseguenze per un sistema sanitario tenuto costantemente sulla corsa: ''Peccato, esistano gli asmatici gravi, quelli con broncopneumopatia cronica o con insufficienza respiratoria cronica ormai diventati figli di un dio minore. Valutati come e quanto si può da organici ridotti all'osso e impiegati al 90% nei reparti e ambulatori Covid''

Di Luca Pianesi - 07 September 2021 - 16:26

CITTADELLA. ''28 agosto 2021 si riapre il reparto Covid, in media tre pazienti al giorno sottoposti al trattamento con monoclonali...95% non vaccinati. Nessun commento o falsa retorica, nessun problema a curare questi pazienti irriducibili, che fra un eccesso di tosse e l'altro presentano un muro di pseudocertezze no vax alimentate da colossali castronerie di ciarlatani che hanno fatto della distorta informazione Covid un momento di rivalsa fondata su creta. Peccato, però che esistano gli asmatici gravi, quelli con broncopneumopatia cronica o con insufficienza respiratoria cronica ormai diventati figli di un dio minore. Valutati come e quanto si può da organici ridotti all'osso e impiegati al 90% nei reparti e ambulatori Covid''. Un post duro e coraggioso quello pubblicato qualche giorno fa dalla primaria di Pneumologia di Cittadella, Maria Rita Marchi, e diventato virale, esasperata per il continuo via vai di pazienti no vax ricoverati in ospedale.

 

No vax, no mask, no pass e chi più no ha più ne metta, che, spesso e volentieri, pretendono inizialmente anche di aver ragione su cure e diagnosi, salvo poi ritrovarsi a chiedere aiuto, per uscire dall'incubo e salvarsi la vita, proprio a quella scienza che in piazza denigrano e accostano a complotti planetari dalle trame più assurde. Già perché il paradosso è totale se si pensa che in questa situazione c'è chi sta scegliendo di restarci scientemente, nonostante la campagna vaccinale viaggi ovunque a pieno ritmo, farsi il vaccino sia gratuito, rapidissimo e semplicissimo e permetta di aiutare sé stessi e chi ci sta intorno.

 

Una scelta che mette in discussione l'apparato sanitario, utilizzando addirittura slogan come ''no alla dittatura sanitaria'', salvo poi rivolgersi, giocoforza, proprio a quell'apparato sanitario per farsi salvare la vita una volta contratto il virus. Ed era la stessa dottoressa a spiegarlo qualche settimana fa sempre sui social con un post condiviso anche dal direttore generale dell'Ulss 6 Euganea Paolo Fortuna.

 

Un racconto di pentimento ''sussurrato per il timore di essere giudicati - spiegava parlando di quei pazienti no vax ricoverati -. Timore infondato: noi dittatori sanitari imperterriti continuiamo ad accogliere pentiti ed irriducibili perché in fondo in fondo, quando sono da soli con le loro paure, senza la pseudoforza degli slogan urlati da cortei kafkiani, allora ammettono la loro leggerezza e l'errore di aver sottovalutato il nemico invisibile, il vero nemico...altro che noi dittatori''.  

 


 

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