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| 05 giu 2021 | 17:25

Festival dell'Economia, Cingolani a Trento e da piazza Duomo a piazza Dante si protesta (VIDEO): transizione ecologica e greewashing al centro delle contestazioni

I manifestanti si sono riuniti questo pomeriggio (5 giugno) in piazza Duomo e in piazza Dante: al centro degli interventi le problematiche del piano del ministro Cingolani per la transizione ecologica e il presunto ecologismo: "di facciata, di chi si dimostra favorevole alla rivoluzione green solo a parole"

di Marianna Malpaga

TRENTO. Il Festival dell’Economia e i suoi relatori, secondo gli attivisti della campagna #StopCasteller, del Centro Sociale Bruno e di Rise Up for Climate Justice, “sostengono, più o meno consapevolmente, un modello economico che concepisce il mondo come una riserva di risorse umane, animali e ambientali da sfruttare e come una discarica da riempire”. Il messaggio è rivolto in particolare al ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani. I manifestanti l’hanno portato nel pomeriggio di sabato 5 giugno in piazza Duomo, dove hanno esposto le ragioni della loro protesta nonostante, come hanno sottolineato, “le restrizioni da zona rossa imposte per ostacolare la manifestazione”.

 

Manifestazioni nel corso del pomeriggio anche in piazza Dante dove, davanti al palazzo della Regione, un folto schieramento di forze dell'ordine ha accompagnato gli interventi di Wwf Trentino, comitato No Tav, Extiction Rebellion e Gruppo delle 11 domande sulla circonvallazione ferroviaria. Punto focale degli interventi la transizione ecologica e le problematiche che renderebbero il piano del ministro Cingolani inadatto per la situazione in cui si trova l'Italia, e il mondo, in questo momento. “Siamo qui oggi per ribadire la necessità di una vera transizione ecologica – hanno detto alcuni manifestanti – che non sia solo la scusa per la pianificazione di grandi opere inutili per i cittadini”. “Per noi il Pnrr – ha sottolineato Extinction Revolution – è un buon punto di partenza ma non basta: non vengono citati per esempio lo stop agli allevamenti intensivi e all'uso massiccio di pesticidi in agricoltura o la vendita di armamenti”.

 

 

Quest'ultimo punto è stato toccato anche in piazza Duomo, dove i partecipanti alla manifestazione hanno parlato di greenwashing, termine inglese con cui si identifica un “ecologismo di facciata” e che rappresenta una strategia comunicativa di imprese, aziende e politiche che si dimostrano favorevoli alla transizione ecologica solo a parole. I manifestanti, infatti, hanno attaccato in maniera diretta Cingolani. “Manifestiamo anche perché è presente il ministro Roberto Cingolani, a capo del dicastero della transizione ecologica – hanno detto -. Abbiamo capito che l’interesse di questo ministero non è l’ecologia ma l’industria green, che cerca nuove fonti di profitto nel disagio ecologico in corso. Lo sviluppo sostenibile, tanto sbandierato dal neo-ministro, è marketing: significa rivestire con panni ecofriendly la spoliazione del pianeta e degli animali che lo abitano”.  

 

 

La manifestazione, però, non si è rivolta solo al governo, ma anche alla Provincia autonoma. “Siamo qui, infine, per l’incompetenza della Provincia autonoma per quanto riguarda la gestione degli orsi – hanno affermato i manifestanti della campagna #StopCasteller – per spiegare la nostra amarezza e non quella di Fugatti, che proprio oggi ha nuovamente strumentalizzato la protesta per raggiungere l’obiettivo che la giunta ha dichiarato da tempo: l’abbattimento degli orsi”. I manifestanti hanno aggiunto che “gli ecosistemi montani e gli animali selvatici che li abitano sono ancora una volta sacrificati dalla giunta leghista agli interessi dell’economia turistica, che propone il bosco come estensione del giardino di casa, e agli interessi di allevatori e coltivatori (protetti da Coldiretti) che, non paghi di causare la morte di migliaia di animali d’allevamento, hanno intrapreso una guerra senza ritegno nei confronti dei selvatici”.

 

La campagna #StopCasteller, il Centro Sociale Bruno e Rise Up for Climate Justice si sono uniti “contro una politica che ‘transita’ sempre sullo stesso binario – hanno spiegato – che non pensa a un mondo più vivibile, ma solo a un mondo più profittevole”.

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