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FOTO. Melma e detriti hanno riempito il lago di Santa Croce, al via le operazioni per ripulire il bacino

La situazione del lago con detriti e melma è un problema prima di tutto di sicurezza, dato che è utilizzato anche per operazioni di Protezione Civile e di antincendio boschivo, in particolare per il rifornimento dei Canadair, di competenza regionale

Pubblicato il - 18 febbraio 2021 - 17:11

BELLUNO. Da un lato la sicurezza dall'altro il valore paesaggistico. Sono questi i due obiettivi che si vogliono raggiungere per il lago di Santa Croce nel bellunese. Il bacino infatti, a seguito degli eventi meteo di inizio dicembre, presenta vaste aree di accumulo di detriti legnosi, e zone di concentrazione melmosa lungo le sponde. Un problema prima di tutto di sicurezza, dato che il lago è utilizzato anche per operazioni di Protezione Civile e di antincendio boschivo, in particolare per il rifornimento dei Canadair, di competenza regionale.


Oggi, giovedì 18 febbraio, si è tenuto un tavolo tecnico per discutere degli interventi da portare avanti ed erano presenti tutti gli enti interessati dalla gestione del lago e invitati dalla Provincia: Enel, Lega Navale, Bacino di pesca, Comuni di Ponte nelle Alpi e Alpago (assente invece la Regione Veneto).

 

“Le priorità sono due - sottolinea il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo, Massimo Bortoluzzi - la prima riguarda la sicurezza, perché venendo avanti la primavera non possiamo non garantire le condizioni ideali per la fascia di ricarica dei Canadair; tra l’altro, il lago di Santa Croce non serve solo per l’antincendio della provincia di Belluno, ma anche per le aree limitrofe. E poi c’è l’altra priorità, che riguarda il valore paesaggistico e turistico: liberare il bacino dai detriti è un dovere anche per le attività che gravitano attorno all’acqua del lago, oggi fortemente danneggiate come i pescatori che non riescono a utilizzare il centro ittiogenico; ma non possiamo dimenticare neanche la sicurezza dei turisti e delle attività sportive effettuate nel lago”.


E' stato fissato un cronoprogramma che dovrà essere il più rapido possibile per togliere i detriti entro la primavera in modo tale che lo specchio possa essere utilizzato in caso di incendi boschivi.

 

Verosimilmente l’operazione di rimozione dei detriti verrà portata avanti attraverso l’utilizzo di due chiatte con gru, spinte da un rimorchiatore a motore in grado di raggiungere tutte le aree del lago.

Uno step successivo, funzionale anche a prevenire la formazione di ulteriori detriti, sarà quello della definizione degli ambiti di pulizia dei torrenti immissari del lago, il Tesa, il Tesa Vecchio (detto anche Valda; si tratta del corso d’acqua esondato a Puos a inizio dicembre) e il Runal.

 

Già lunedì prossimo ci sarà una nuova riunione operativa del tavolo, con sopralluogo.

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