Il cordoglio del soccorso alpino per la tragica morte di Jacopo Compagnoni, fratello di Deborah: “Siamo vicini al dolore dei famigliari”
Il 40enne è morto ieri (16 dicembre) sulle montagne della Valfurva, travolto da una valanga mentre faceva sci alpinismo sul Monte Sobretta

SONDRIO. Quando la massa di neve si è staccata ieri (16 dicembre) dal pendio della montagna non ha lasciato scampo a Jacopo Compagnoni, fratello della campionessa Deborah: il 40enne è morto travolto da una valanga (Qui Articolo) mentre stava facendo sci alpinismo sul Monte Sobretta, in Valfurva. Oltre ad essere guida alpina, l'uomo era anche soccorritore nella VII Delegazione Valtellina - Valchiavenna e le condoglianze per la sua tragica morte sono arrivate anche dal soccorso alpino.
Poco dopo la tragedia infatti un messaggio di cordoglio è apparso sulla pagina Facebook del soccorso alpino lombardo e anche la direzione nazionale del Cnsas ha voluto riprendere le loro parole, unendosi al cordoglio e al dolore per la perdita di Jacopo.
“Il soccorso alpino e speleologico lombardo – si legge nel post – desidera esprimere le proprie condoglianze e vicinanza al dolore dei familiari di Jacopo Compagnoni. Jacopo era molto conosciuto per la sua attività di guida alpina ed era anche soccorritore nella VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna. Un abbraccio sentito e commosso, con gratitudine”.
Sono state proprio le squadre della Stazione di Valfurva della VII Delegazione ad arrivare sul posto ieri, pochi minuti dopo la valanga, insieme ai medici e ai soccorritori trasportati dall'elicottero decollato da Sondrio e ai soccorritori della guardia di finanza. Secondo gli operatori il fronte della valanga sarebbe stato di circa 100 metri e la massa di neve ha travolto Compagnoni spingendolo a valle. Il 40enne, guida alpina e maestro di sci, è stato quasi subito individuato ed estratto dalla neve, ma aveva già riportato gravi traumi e ferite. Caricato sull'elicottero, è stato trasportato d'urgenza all'Ospedale di Sondri, dove però purtroppo non ce l'ha fatta.














