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IL VIDEO. Il ponte si sfalda come fosse sabbia. Basta un chiodo per scrostare e bucare il ferro rovinato dalla ruggine

E' uno dei ponti più importanti che ci sono al confine tra Lombardia e Trentino. Siamo tra Lodrone e Bagolino e da anni il consigliere Marini chiede risposte alla Pat: ''L’unica realtà tangibile è che il ponte nuovo, ultimato nel 2017 al prezzo di alcuni milioni di euro pubblici, non è mai stato aperto, mentre quello del 1906 che tiene in piedi praticamente tutto il traffico abbisogna di interventi urgenti perché ormai cade a pezzi''

Di Luca Pianesi - 25 January 2021 - 17:12

PONTE CAFFARO. Sono immagini che stanno facendo il giro del web quelle qui sotto e che fanno paura tanto sono efficaci. Il materiale ferroso del ponte che collega la sponda trentina con quella bresciana, tra Lodrone e Ponte Caffaro (comune Bagolino), e che passa sopra al fiume Caffaro sembra pasta sfoglia. Basta uno spillo per passarlo da parte a parte e la ruggine si sfalda come niente, si scrosta, a ricordare a tutti che quell'opera è logora e che necessita di un pronto restauro.

 

E pensare che il consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Alex Marini da tempo ha interessato la Provincia e l'assessore Tonina della questione con svariate interrogazioni e documenti depositati in Aula. Il primo settembre, per esempio, scriveva che ''l’unica realtà tangibile che ciascuno può constatare è che il ponte nuovo, ultimato nel 2017 al prezzo di alcuni milioni di euro pubblici, non è mai stato aperto, mentre quello del 1906 che tiene in piedi praticamente tutto il traffico tra Trentino e Lombardia nel quadrante sud occidentale abbisogna di interventi urgenti perché ormai cade a pezzi''.

 

 

 

 

''A quanto pare questo autentico scandalo ha di recente suscitato l’attenzione anche della Corte dei Conti di Trento - aggiungeva Marini -. Ora la nostra Provincia non può più limitarsi a ragionare sui massimi sistemi ma deve agire concretamente per risolvere una situazione creata spendendo malamente i soldi dei trentini e ottenendo risultati che a essere molto buoni possono giusto venir definiti tragicomici. A quanto risulta, la Corte dei Conti ha deciso di fare chiarezza sulla questione dei ponti sul Caffaro. Per questo avrebbe chiesto di visionare tutta la documentazione a supporto degli interventi che negli anni si sono susseguiti nel tratto stradale che consente il passaggio del traffico tra Trentino e Lombardia''. 

 

E mentre il Comune di Bagolino ha messo in campo un accertamento tecnico preventivo per mettere in chiaro quali siano le responsabilità della situazione la Provincia di Trento è rimasta inerme. ''La Provincia è infatti membro con diritto di voto del Comitato paritetico del Fondo Comuni Confinanti - concludeva Marini - del quale è pure il soggetto titolare delle funzioni di Segreteria (il regolamento prevede che ci sia una staffetta ma per ora il titolare è ancora la provincia di Trento), per cui non può limitarsi a dire che la responsabilità delle decisioni è tutta di Bagolino, non foss’altro che avere una viabilità scorrevole e sicura fra Trentino e Lombardia è nel pieno interesse dei cittadini e delle attività economiche della nostra Provincia, dalle imprese che lavorano fra i territori a quelle che vivono del turismo portato dai visitatori lombardi''.

 

''Insomma - concludeva il primo settembre Marini - è ora e tempo che la Provincia Autonoma di Trento metta bene in chiaro cosa è disposta a fare per difendere il benessere e l’economia del Trentino sud-occidentale''. Ma non solo, aggiungiamo noi: è ora che metta in sicurezza quel ponte che, anche solo psicologicamente, spaventa le comunità della zona ben consapevoli di cosa c'è sotto il livello strada, tra ruggine e sfoglie ferrose che si tagliano con un grissino. 

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